Aperta un’inchiesta sulla morte di Guercini
Gualtieri: la famiglia, tramite un legale, ha presentato un esposto. Si indaga per omicidio colposo
GUALTIERI. Sulla morte del 75enne Alamanno Guercini è stata aperta un’inchiesta.
La “sterzata” è arrivata ieri con l’esposto presentato dai familiari attraverso l’avvocato Luca Dittamo: la volontà dei congiunti è infatti quella di fare chiarezza sulle cure mediche prestate al pensionato che da qualche tempo stava lottando contro una malattia ed è deceduto mercoledì scorso all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio.
L’esposto non ha fatto scattare solo l’apertura di un fascicolo – l’ipotesi di reato è omicidio colposo – da parte del pm di turno Stefania Pigozzi, ma ha anche bloccato il riscontro diagnostico da parte dell’ospedale, perché il magistrato inquirente intende disporre l’autopsia, affidandola ad un medico legale di sua nomina.
Un esame autoptico che, al momento, non è stato ancora fissato, quindi la salma rimane bloccata all’obitorio di Coviolo (conseguentemente sono saltati i funerali che erano gia stati fissati per questa mattina). Sul caso indaga la polizia che si è già mossa per acquisire in ospedale le cartelle cliniche.
La banca e il calcio, il lavoro e la passione di tutta una vita. Guercini è stato infatti, sino alla pensione, dipendente del Banco San Geminiano e San Prospero, lavorando specificatamente nelle filiali di Gualtieri, Fabbrico, Correggio e Guastalla. Ma anche un volto molto noto del panorama calcistico reggiano, che lo ha visto per anni assoluto protagonista. Ancora prima che da dirigente, la sua carriera era iniziata come calciatore (era un centrocampista offensivo) nell'Arsenal di Parma, per poi passare alla Reggiana, dove giocò per tre stagioni. Venne poi acquistato dal Mantova con cui giocò anche in serie B accanto a Giagnoni, di cui era grande amico, e concluse la carriera di giocatore a soli 21 anni, per iniziare a lavorare in banca. Dopo una parentesi da osservatore per conto di Luigi Del Grosso, che lo aveva allenato alla Reggiana, Guercini iniziò a frequentare il calcio dilettanti, nel 1965: dopo molti anni nel Fabbrico, si legò alla Correggese, oltre che al Reggiolo e al Mirandola, dove svolgeva sia l'incarico di allenatore che di direttore sportivo. A causa di un infarto che lo colpì a 40 anni dovette smettere per un po', ma poi riprese a coltivare la sua grande passione in diverse piazze: Gualtieri, Guastalla e, negli anni più recenti, a Poviglio, Viadana e infine a Castelnovo Sotto, dove concluse la sua carriera, nel 2012, come presidente.
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