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il processo/2

Botte agli agenti: rifugiato nei guai

È accusato di resistenza, ma lui replica: «Aggredito dai poliziotti»

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REGGIO EMILIA. L’egiziano 41enne Mohamed Alì Zedan Samir è in attesa a Reggio di permesso di soggiorno per motivi umanitari, in quanto fuggito dal suo Paese per non cadere nella “rete” di un regime militare sempre più oppressivo.

E’ ospite della Casa della carità, nella parrocchia di San Luigi. Giovedì intorno a mezzogiorno il nordafricano si è recato all’ufficio immigrazione della questura per ritirare il permesso di soggiorno. Ma su di lui pesa quanto accaduto – rimarca la polizia nell’inchiesta – circa un mese prima, quando in quell’ufficio il 41enne fece un gestaccio agli agenti. Per identificarlo allora i poliziotti lo portano in un’altra saletta. Devono rilevare le sue impronte, ma lui va in escandescenze e rimarrà ferito un agente (refertati due giorni di prognosi), da qui l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale.

Anche l’egiziano sarà medicato (stessa prognosi) e queste ferite saranno al centro della sua deposizione in aula nell’udienza di convalida dell’arresto tenutasi ieri mattina in tribunale.

Assistito dall’avvocato Angelo Russo, il 41enne ha detto – in aula – di essere stato aggredito nella saletta dai poliziotti, (due agenti nella fase iniziale ma poi ne sarebbero intervenuti anche altri). «Mi hanno picchiato – ha rimarcato Zedan Samir – e mi sono ritrovato ammanettato, faccia a terra». Il nordafricano, al termine dell’udienza, è stato liberato dal giudice Dario De Luca, ma con la misura restrittiva dell’obbligo di firma. Sarà processato il 19 luglio.

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