Calano i nuovi assunti a tempo indeterminato
I dati regionali dell’Osservatorio Inps per il primo quadrimestre del 2016 Aumentano invece in Emilia le trasformazioni dei contratti di apprendistato
REGGIO EMILIA. Nei primi quattro mesi del 2016, si registrano in Emilia-Romagna 29.355 nuove assunzioni a tempo indeterminato, in calo rispetto alle 45.517 dello stesso periodo del 2015. Nel 2014, le assunzioni a tempo indeterminato erano state invece 29.263. È quanto emerge dall’Osservatorio sul Precariato curato dall’Inps, i cui dati sono stati diffusi ieri. In aumento le assunzioni a termine: erano 103.980 nel 2014, scese a nel 100.678 e risalite a 102.210 nei primi quattro mesi del 2016. Numeri ai quali si aggiungono le 7.231 assunzioni di apprendistato, sempre nei primi quattro mesi del 2016, quando in tutta la regione secondo i dati Inps le assunzioni sono state complessivamente 138.796 (erano 141.857 nel 2014 e 153.457 nel 2015). Nel complesso, le assunzioni 2016-2015 sono calate del -9,6%.
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A livello nazionale, secondo il report dell’Inps, si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +330.000, inferiore a quello del corrispondente quadrimestre del 2015 (+ 451.000) e di poco superiore a quello corrispondente del 2014 (+ 309.000). Su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) ad aprile 2016 risulta a livello nazionale positivo (+ 495.000) ma inferiore rispetto al valore massimo registrato a dicembre (+616.000). Per i contratti a tempo indeterminato, il saldo annualizzato ad aprile 2016 è pari a + 661.000.
A livello regionale, le cessazioni a tempo indeterminato erano 37.584 nel primo quadrimestre 2014, diventate 39.365 nel quadrimestre 2015 e 37.268 nel 2016. Aumentano, invece, le trasformazioni di contratti di apprendistato in lavoro a tempo indeterminato, passati dai 2.547 dei primi quattro mesi del 2014 ai 2.855 dello stesso periodo del 2015 e ai 3.659 dello stesso periodo del 2016.
Complessivamente, a livello nazionale, le assunzioni – sempre riferite ai soli datori di lavoro privati – nel periodo gennaio-aprile 2016 sono risultate 1.608.000, con una riduzione di 242.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (- 13,1%).
Questo rallentamento ha coinvolto essenzialmente i contratti a tempo indeterminato: - 233.000, pari a - 35,1% sul primo quadrimestre 2015. Il calo è da ricondurre al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui le assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni. Analoghe considerazioni possono essere sviluppate in relazione alla contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-35,3%%).
Per i contratti a tempo determinato, nel primo quadrimestre del 2016, si registrano 1.107.000 assunzioni, una dimensione analoga a quella degli anni precedenti (- 1,0% sul 2015 e - 0,1% sul 2014). Le assunzioni con contratto di apprendistato sono state 69.000 (+ 4,4% sul 2015). Le cessazioni complessivamente risultano diminuite dell'8,7%.
Con la legge di stabilità 2016 è stata introdotta una nuova forma di incentivo rivolta alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni di rapporti a termine di lavoratori che, nei sei mesi precedenti, non hanno avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La misura dell’agevolazione prevede l’abbattimento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi Inail) in misura pari al 40% (entro il limite annuo di 3.250 euro) per un biennio dalla data di assunzione. Nel primo quadrimestre del 2016 le assunzioni con esonero contributivo biennale sono state pari a 113.000, le trasformazioni di rapporti a termine che beneficiano del medesimo incentivo ammontano a 29.000, per un totale di 142.000 rapporti di lavoro agevolati. Si tratta del 26,5% del totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato.
In aumento nella nostra regione il ricorso ai voucher, che rispetto ai primi quattro mesi del 2014 hanno avuto un incremento 1.776.259 in termini assoluti: erano 2.169.438 nel primo quadrimestre 2014, sono saliti a 3.945.697 nel 2015 e hanno raggiunto quota 5.534.850 nel 2016.
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