Gazzetta di Reggio

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Comincia la fusione tra Ausl e Santa Maria

di Luciano Salsi
Comincia la fusione tra Ausl e Santa Maria

Create dalle due aziende le reti provinciali interaziendali di ortopedia-traumatologia e di oncologia

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REGGIO EMILIA. La prevista unificazione fra l'arcispedale Santa Maria Nuova e l'Ausl ha compiuto un primo passo in avanti. Le due aziende ospedaliere, infatti, hanno istituito due reti provinciali interaziendali di ortopedia-traumatologia e di oncologia, nella prospettiva di ulteriori forme di collaborazione.

La rete ortopedico-traumatologica dovrà individuare équipe itineranti costituite da professionisti che possano svolgere attività nei diversi ospedali, anche mediante interscambio tra le diverse unità operative. Inoltre dovrà elaborare ipotesi di riorganizzazione delle attività in regime di urgenza in ambito provinciale. La direzione è affidata a Ettore Sabetta, direttore della struttura complessa di ortopedia e traumatologia del Santa Maria Nuova. La rete oncologica, invece, è diretta da Giancarlo Bisagni, coordinatore della Breast Unit Integrata, il gruppo di professionisti delle due aziende strutturato per assistere le donne affette da tumore al seno, nato in linea con le indicazioni della Regione Emilia-Romagna e delle principali linee guida internazionali. La letteratura scientifica indica la patologia oncologica come ambito sul quale articolare un'offerta sanitaria che tenga conto dei volumi di attività, del rapporto volume/qualità della prestazione, del miglior utilizzo delle risorse umane e tecnologiche e di un approccio multidisciplinare e multiprofessionale. Obiettivo della rete sarà quindi quello di garantire un modello organizzativo che governi i collegamenti tra tutte le strutture territoriali e ospedaliere.

Dal secondo semestre 2016 al CORE sarà attiva la nuova centrale di produzione di farmaci antiblastici che preparerà i farmaci antitumorali ed ancillari per tutta la provincia, secondo protocolli di trattamento condivisi. Ulteriore obiettivo della rete sarà quello di introdurre modalità organizzative che prevedano la rotazione dei medici oncologi tra i diversi ospedali, ottimizzando l'utilizzo delle risorse umane e tecnologiche. Anche il miglioramento dell'accessibilità rientra tra i compiti della rete.

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