Padana Tubi, la Fiom: troppi infortuni
I sindacati: «Carenze nella sicurezza, straordinario eccessivo e poca formazione. Si cambi l’organizzazione del lavoro»
GUASTALLA. Troppi infortuni, Padana Tubi sorvegliata speciale: è quanto chiedono i sindacati.
I due infortuni del 15 aprile e dell’1 giugno scorso, oltre al malore di martedì 14 – vittime tre operai, due nello stabilimento di via Portamurata e uno nel complesso industriale di via Roncaglio Superiore a San Giacomo – ha indotto la Fiom Cgil e le rappresentanze aziendali dei lavoratori sulla sicurezza (Rls) a chiedere di rivedere organizzazione e modalità di lavoro, ma anche a cambiare cultura e abitudini che spesso, velocizzando i tempi di produzione, portano ad eccessive “confidenze” con pericolosi macchinari. Secondo la Fiom Cgil «c’è una forte carenza della vigilanza del personale addetto alla sicurezza dell’azienda» e «il modo di lavorare non va». Maura Giuffredi, sindacalista, aggiunge : «E’ arrivato il momento di rivedere l’organizzazione del lavoro, ma soprattutto è necessario fare una “formazione” più incisiva ed efficace per una nuova cultura del lavoro sia da parte dell’azienda che dei dipendenti».
Le Rls aziendali, dal dicembre del 2014, hanno aperto un tavolo di confronto con la direzione della Padana Tubi per ottenere un Dvr completo (Documento di valutazione rischi), verificando postazione per postazione l’organizzazione del lavoro all’interno dei vari stabilimenti allo scopo di lavorare con qualità e prevenire infortuni. E’ un percorso lungo, ancora in atto, dove sono state evidenziate situazioni critiche e possibili soluzioni, ma che andrebbe velocizzato.
La Fiom Cgil, a breve, chiederà di effettuare un’assemblea tra i lavoratori della Padana Tubi per cercare di mettere a fuoco le “cattive abitudini” che possono portare a situazioni di pericolo. «Non si può pensare di entrare in fabbrica al mattino e non sapere di uscire sani e salvi alla sera – ha detto ancora Maura Giuffredi della Fiom Cgil – Purtroppo, con la direzione della Padana Tubi, non siamo ancora riusciti ad aver un confronto per migliorare le condizioni di produzione, come previsto dal contratto. E’ una fabbrica dove si lavora tanto e si fanno molti straordinari. Ma serve maggiore organizzazione perché si potrebbe essere efficienti senza ricorrere massicciamente alle ore straordinarie, in modo da ridurre gli infortuni di piccola e grande entità. Sarebbe interessante e utile sapere - ha concluso la sindacalista - se lo Spsal dell’Ausl di Reggio Emilia ha un piano d’intervento diverso da quello utilizzato fino ad ora. Se non ce l’ha, chiederemo noi di effettuare un monitoraggio su tutti gli stabilimenti» - il gruppo industriale ne ha 8, che occupano circa 510 dipendenti e 80 impiegati.
Altro obiettivo delle Rls è l’applicazione, da parte della Padana Tubi, del Mog (Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo) al fine di evitare pesanti sanzioni all’azienda per reati commessi da propri dipendenti o collaboratori.
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