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Via Roma, i residenti difendono il quartiere

Via Roma, i residenti difendono il quartiere

Il comitato di cittadini nega il degrado, Sgarbi: «Non è una zona pericolosa, vi invitiamo a venire qui»

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REGGIO EMILIA. In questa ultima settimana la zona che va dal teatro Valli a via Roma è nel mirino del Comune, che lì sta investendo molte risorse umane per combattere il degrado. A far scoppiare la scintilla l’omicidio del 41enne tunisino in via Nacchi, che ha sconvolto la città e ha messo in risalto le problematiche di quel quartiere.

Nonostante tutto, però, a difesa del loro territorio si ergono proprio i residenti di via Roma. Che, organizzati in un comitato, si schierano contro una rappresentazione eccessivamente negativa del luogo dove abitano e lavorano. «Non siamo un quartiere pericoloso – afferma Pierluigi Sgarbi, membro del comitato via Roma e parco Santa Maria – sicuramente non siamo un quartiere più pericoloso di altre zone del centro storico e della periferia. E lo dimostrano le statistiche sui reati proposte da polizia e carabinieri. Chi scrive il contrario offende i residenti (reggiani e non), i commercianti che tengono duro e che anche recentemente si sono insediati qui dando un volto migliore alla via, alle molte iniziative che privati e associazioni intraprendono per rafforzare una identità di quartiere e la riappropriazione di alcune zone che in passato sono state abbandonate. Invitiamo tutti i reggiani a venire in via Roma, sedersi a un bar o a un ristorante, godersi la buona accoglienza e vedere di persona com’è la vita del quartiere».

E a dimostrazione della buona qualità della vita e di chi abita quella zona, prosegue il comitato, «via Roma ospita diverse eccellenze storiche o recenti di Reggio: il Canossa, la pasticceria Boni, la chiesa di San Giacomo e le molteplici attività dei Cappuccini, scuole e il conservatorio, il laboratorio della stilista Nocco, la Galleria 13, l’edizione più pop e forse più visitata del circuito Off di Fotografia Europea».

Insomma l’immagine molto diffusa in città che quel quartiere sia pericoloso, un posto da evitare, è falsa.

Certo però «non mancano i problemi – concludono – qualche furto sicuramente avviene, schiamazzi di qualche ubriaco anche, il parco è frequentato quasi esclusivamente da extracomunitari, il commercio è difficile anche qui, e rare risse si sono verificate. Ma i cittadini del comitato non concordano con l’immagine di un quartiere per lo più in mano a ubriachi e spacciatori, in cui è pericoloso avventurarsi. E ribadiscono il proprio impegno per rendere migliore e più condivisa la parte di città nella quale abitano».

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