Comune condannato a pagare 11 milioni
É la sentenza del Tribunale di Reggio Emilia sulla causa intentata dalla Popolare di San Felice. Se ne attendono altre due
CORREGGIO. Il Comune dovrà pagare quasi 11 milioni di euro alla modenese San Felice 1893 Banca Popolare nell'ambito del caso En.Cor, l’ex municipalizzata produttrice di energia rinnovabile. Nella tarda serata di venerdì è arrivata infatti la sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale di Reggio Emilia, in merito alla causa intentata dalla banca.
L’istituto di credito ha avviato l’azione legale per il recupero del finanziamento concesso, tramite lettera di patronage emessa dal Comune, alla società En.Cor. L’ammontare dovuto dal Comune di Correggio a San Felice 1893 Banca Popolare è pari, per la precisione, a 10 milioni 816mila e 551 euro, cui devono essere aggiunti circa 100 mila euro di spese legali, sempre a carico dell’amministrazione. Il Comune sta valutando, tra le diverse vie da seguire, un’azione di responsabilità nei confronti di chi amministrava la En.Cor. Tra questi, figurano Luciano Pellegrini, direttore generale del Comune, ma anche amministratore delegato della società produttrice di energia quando era di proprietà pubblica e dimessosi nell’agosto 2013 nel pieno della bufera En.Cor, nonché l’ex sindaco Marzio Iotti.
La vicenda En.Cor iniziò nel 2007 quando l’amministrazione decise di fondare una società a responsabilità limitata, partecipata al 100% dal Comune. Per garantire liquidità all’azienda, l’amministrazione precedente si rivolse alle banche e ottenne prestiti, a garanzia dei quali firmò delle lettere di patronage. Ma non ci furono profitti. Nel 2014 fu dichiarato il fallimento di En.Cor. Pochi mesi prima, la società era stata venduta alla svizzera Amtrade. Le lettere di patronage firmate dalla giunta precedente sono tre: una a San Felice 1893 Banca Popolare e le altre due al Banco Popolare e alla Bnl. Ora, il timore è che la prima sentenza arrivata sul Comune come un macigno costituisca un precedente pesantissimo per le prossime cause con gli altri due istituti di credito: il Comune sarebbe così obbligato a pagare 29 milioni di euro in tutto.
Nel 2013 quando scoppiò lo scandalo En.Cor suscitò scalpore l’appartenenza al collegio della società correggese di Alessandra Pederzoli, moglie del già assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli, ora sindaco di Modena, e componente del collegio sindacale di San Felice Banca. Un conflitto di interessi che Pederzoli risolse dimettendosi da En.Cor.
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