«I nuovi supermercati si mangiano le aree verdi»
Via Luxemburg: corteo di protesta dei movimenti della sinistra radicale contro il maxi intervento edilizio che prevede nuove case e un supermarket
REGGIO EMILIA. Si sono ritrovati in poche decine, con i cartelli in mano occupando la carreggiata di via Che Guevara, dove hanno dato vita a una camminata simbolica, «contro le trasformazioni urbanistiche che sono avvenute in questa città». Cittadini e attivisti con particelle di partiti di opposizione, che marciano contro i nuovi supermercati che spuntano come funghi a Reggio. Una battaglia commerciale tra insegne, che vede ora il Conad al centro delle polemiche per il supermaket che sorgerà dove ora c’è un casolare immerso in un campo di frumento, dove ieri il corteo si è fermato formando un breve presidio e mandano il traffico in tilt. Il progetto di speculazione edilizia in via Rosa Luxemburg, zona Reggio sud, prevede infatti un Conad da 3.500 metri quadrati, residenze per 18.500 metri e 550 nuovi posti auto, come recita il cartello alzato da Alessandra Guatteri, consigliere dei 5 stelle accompagnata dai compagni del movimento Norberto Vaccari e Ivan Cantamessi.
«Stanno per partire nuove grandi superfici commerciali - è il monito espresso al microfono da Francesco Fantuzzi di Reggio Città Aperta - Non c’è solo il Conad di via Luxemburg. C’è il nuovo Decathlon tra via Samoggia e via Morandi i cui lavori sono già iniziati. Avremmo anche un nuovo Conad a Ospizio e una nuova area in prossimità della Mediopadana dove verrà costruita una nuova struttura direzionale e commerciale. Tutto questo non può essere accettato in un periodo di crisi. Il modello di sviluppo non può essere quello di costruire su superfici al di fuori dal centro storico. Quando un sindaco racconta di aver fermato il consumo del suolo e poi fanno partire questi nuovi quartieri, stanno facendo il contrario rispetto al volere dei cittadini reggiani». Insieme a loro, in fila ordinata, ci sono i “movimentisti” reggiani, come i No McDonald’s e gli esponenti della sinistra più radicale, riunitisi dopo il recente corte contro il presidente del Consiglio Matteo Renzi.
«Non siamo qui a manifestare contro il Conad ma per la nostra città, per il diritto a una vita sana, alla sostenibilità ambientale, davanti al fatto che la crisi ha cambiato notevolmente il tessuto urbanistico di questa città e occorre fermarsi e ragionare - riprende Fantuzzi - Non ha più senso realizzare un’opera di questo genere. Non ha senso avere due Conad a 300 metri l’uno dall’altro, non ha senso un’opera che prevede il consumo di 30mila metri quadrati di suolo vergine di cui 20mila per appartamenti, questo lo dobbiamo dire. Non ha senso, in generale, utilizzare uno degli ultimi cunei verdi che erano previsti dal Psc e che purtroppo sono stati tutti urbanizzati».
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