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Il vescovo di Reggio Emilia: «Voi mafiosi, infelici e disperati»

Stefano Scansani
Il vescovo di Reggio Emilia: «Voi mafiosi, infelici e disperati»

L'intervista a monsignor Massimo Camisasca del direttore Stefano Scansani: «La criminalità attecchisce quando l’uomo ritiene di essere Dio»

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REGGIO EMILIA. La mafia attecchisce quando l’uomo ritiene di essere Dio. I mafiosi sono degli infelici, dei disperati. La sentenza stavolta non è pronunciata da un vescovo del Meridione, ma dal capo della Chiesa di Reggio Emilia e Guastalla. Nord valpadano, sazio, in crisi e infiltrato.

Quando gli chiedo se intende fulminare le organizzazioni mafiose monsignor Camisasca non ha esitazioni: «Siamo di fronte a un grave danno per l’uomo e per la società».

Il monsignore già nell’omelia in duomo del Mercoledì delle Ceneri, 11 febbraio scorso, aveva messo in guardia i reggiani dalle infiltrazioni, invitandoli al combattimento: «È importante essere coscienti di questa lotta, soprattutto in questo tempo in cui la corruzione rischia di macchiare il volto della nostra bella terra e di mettere a repentaglio la sicurezza delle persone e del lavoro. Il Signore ci chiama a condannare il male, a fare tutto quanto è in nostro potere per contrastare la sua forza e a essere testimoni del bene che rappresenta il volto più vero della nostra amata Reggio Emilia».

Il vescovo Massimo Camisasca, milanese, 69 anni, alla guida della nostra diocesi dal 2012, ha rilasciato una lunga e totale intervista sull’urbi et orbi reggiani. Nel suo studio privato i libri, le foto in cornice, la parlata, gli argomenti, illustrano la sua formazione: dalla vocazione innescata dall’incontro col fondatore di Comunione e Liberazione, don Giussani, di cui fu tra i più stretti collaboratori e l’uomo di contatto con la Santa Sede; scrittore e appassionato di Simenon e dunque del suo ispettore Maigret (collocazione fissa sul comodino), fondatore della Fraternità San Carlo.

Inevitabilmente alcune delle domande riferite al presente, alla cronaca più calda, riguardano le infiltrazioni mafiose nella nostra provincia. Le risposte del vescovo, oltre che contenere un appello alla giustizia e alla legalità, chiamano direttamente in causa gli uomini e le donne coinvolti nelle organizzazioni criminali e nel loro sistema, «capaci di assumere volti sempre nuovi».

L'intervista integrale sulla Gazzetta di Reggio oggi in edicola

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