Mercatone Uno, prezzo d’asta 280 milioni
Bando internazionale per la vendita del gruppo imolese. La notizia fa respirare anche a Rubiera
RUBIERA (REGGIO EMILIA). Il gruppo Mercatone Uno è ufficialmente in vendita. Arrivano novità importanti per uno dei principali marchi di arredamento in Italia, e di conseguenze per la storica sede rubierese dove tutt’ora sono impiegate una cinquantina di persone.
Dopo un anno e mezzo di sofferenze, seguite alla crisi aziendale ufficializzata nel gennaio 2015 e al successivo commissariamento ministeriale, il gruppo è sul mercato.
I tre commissari straordinari Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari hanno completato un bando internazionale che prevede una base d’asta di 280 milioni di euro per l’intero complesso aziendale comprensivo del gioiello principale, i 79 punti vendita distribuiti in tutta Italia per una superficie commerciale complessiva di 500mila metri quadri. Il bando internazionale è uno strumento particolare, con procedure e vincoli ben delineati, scelto dai commissari «per il raggiungimento degli obiettivi della procedura di amministrazione straordinaria: salvaguardia aziendale, tutela occupazionale, soddisfazione dei creditori».
Le realtà interessate potranno presentare le offerte vincolanti sino al 7 settembre prossimo; le proposte riguarderanno l’acquisizione del gruppo senza debiti o gravanti.
La cura imposta dai commissari, che hanno preso il posto della storica proprietà imolese, è riuscita a stabilizzare la situazione del Mercatone Uno e a riaprire parte dei punti vendita chiusi nel momento peggiore della crisi, nei primi mesi del 2015, quando anche a Rubiera – dove il negozio ha sempre funzionato – i timori per il futuro erano parecchi. A oggi sono attive 59 sedi, rispetto alle 42 del periodo nero, e altri 20 sono comprese nel pacchetto. Per quanto riguarda il futuro a breve termine, spiegano dal Mercatone Uno, «la prospettiva è quella di rendere operativi 61 punti che svilupperanno un fatturato che nel 2016 supererà i 400 milioni di euro, rispetto al fatturato di chiusura nel 2015 pari a 347 milioni di euro». L’integrazione del piano triennale dei commissari, «approvata dal ministero il 20 maggio 2016, prevede poi per il 2017 un fatturato pari a 530 milioni di euro». Un quadro tutto sommato stabile e tranquillizzante, in grado sulla carta di attirare diversi colossi dell’arredamento. (adr.ar.)
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