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bilancio della manifestazione

Troppi gradini e poche rampe ma il nemico è l’indifferenza

Troppi gradini e poche rampe ma il nemico è l’indifferenza

REGGIO EMILIA. Se la Skarrozzata che si è svolta ieri in città doveva dimostrare che Reggio Emilia è una città a misura di disabile, il risultato non è stato raggiunto. Ancora troppe le barriere...

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REGGIO EMILIA. Se la Skarrozzata che si è svolta ieri in città doveva dimostrare che Reggio Emilia è una città a misura di disabile, il risultato non è stato raggiunto. Ancora troppe le barriere architettoniche. Gradini, asfalto sconnesso, pavimentazioni pregevoli sul piano estetico ma disagevoli, chiese senza le rampe d’accesso. Se invece l’obiettivo, come hanno detto gli organizzatori Enrico Ercolani e Andrea Roncaglia, – due persone che sulla sedia a rotelle ci vivono tutti i giorni – serviva a dimostrare «che noi disabili siamo come voi e abbiamo le stesse esigenze», allora il risultato è stato raggiunto. Come quando, ad esempio, la lunga fila di sedie a rotelle ha cominciato a zigzagare tra i getti della fontana davanti al Municipale.

I lavori effettuati in piazza Prampolini, rendendola praticabile anche ai passeggini, dimostrano che interventi non costosi ma di buon senso sono possibili.

«Lavori saranno realizzati con i 250mila euro messi a disposizione dal Comune per l’abbattimento delle barriere», ha detto Annalisa Rabitti, presidente di Fcr e referente del progetto “Reggio città senza barriere”, ieri in piazza assieme al presidente della Provincia, Giammaria Manghi.

Assieme a loro anche la consigliera regionale Pd, Silvia Prodi, e il presidente di Dar Voce, Umberto Bedogni. E poi le tante persone che hanno partecipato e vissuto la manifestazione per capire e per provare. Oltre a loro, anche coloro che hanno visto sfilare persone bendate e carrozzine per via Crispi, Isolato San Rocco, corso Cairoli, corso Garibaldi e via Farini, piazza Prampolini: molti si sono fermati, chiedendo cosa stesse succedendo.

C’è stato anche chi, affaccendato in tutt’altre questioni, non si è neanche accorto che in piazza c’era chi manifestava in maniera allegra per i propri diritti. Come la numerosa delegazione che ha accompagnato in Comune Mike Piazza, il nuovo patron della Reggiana. Se si fosse guardato un attimo intorno avrebbe potuto capire meglio Reggio. Una città innamorata della sua squadra di calcio, ma anche attenta solidale con i più fragili. (r.f.)

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