Aggressione nel parco: «È omofobia»
La vittima è il fotografo amatoriale Davide Messori: prima gli hanno rivolto frasi offensive poi lo hanno colpito alla testa
Lo hanno aggredito mentre, di notte, attraversava il parco Andreoli. Frasi omofobe rivolte contro di lui da un gruppo di giovani poi, quando ha girato le spalle, lo hanno preso da dietro e colpito con un oggetto contundente.
È la drammatica sequenza registrata nella notte tra sabato e ieri a Rubiera. Vittima Davide Messori, 51 anni: operaio in un’azienda del paese con una passione per la fotografica che lo rende noto a tutti. È stato lui stesso, ieri, a dare notizia sulla sua pagina Facebook dell’accaduto, pubblicato le foto che lo ritraggono grondante di sangue. «L’aggressione mi mancava... Otto punti in testa e altre lesioni varie... Vai col liscio» è il messaggio pubblicato a corredo delle foto. Messori è riuscito ad andare a casa da solo e a chiudere aiuto al 118. Un’ambulanza lo ha raggiunto e portato al pronto soccorso. Nella caduta, ha sbattuto la fronte a testa. È stato dimesso con una prognosi di dieci giorni.
Ma l’accaduto ha destato molto sconcerto in paese. I carabinieri hanno raccolto la sua denuncia. Gli accertamenti dei militari partiranno analizzando quanto hanno registrato le telecamere di videosorveglianza che nella zona di via Boccaccio, teatro dell’aggressione. Gli investigatori sono convinti che daranno un contributo importante all’identificazione degli aggressori. Ancora non è chiaro se si tratti di una o più persone. Ieri, nel corso della giornata dinnanzi ai tanti messaggi di sostegno, Messori si è detto convinto della motivazione omofoba: «Non sono simpatico agli omofobi». Anche il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, ha voluto sincerarsi personalmente delle sue condizioni andandolo a trovare. Più tardi, il messaggio del primo cittadino su Facebook accanto alla foto che li ritrae insieme: «Son qua con Davide Messori. Sta bene e oggi pomeriggio ha passato tutte le informazioni utili ai carabinieri per identificare i suoi aggressori. Come si dice, le indagini proseguono a 360 gradi con tutti i mezzi possibili. I motivi sono per ora ignoti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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