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A Felina un progetto per recuperare l’ex cinema Ariston

A Felina un progetto per recuperare l’ex cinema Ariston

Castelnovo: proposti un comitato e una società di gestione Tra le idee, un piccolo cinema con ludoteca e biblioteca

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CASTELNOVO MONTI. Si torna a parlare dell’ex cinema teatro Ariston di Felina, chiuso da molti anni e acquistato nel 2009 dal Comune di Castelnovo. Possibili iniziative di riapertura e valorizzazione dell’edificio, con usi e modalità diverse dal passato ma sempre a fini culturali, sono stati al centro di un incontro svoltosi giovedì, organizzato da associazioni e persone di Felina, in collaborazione con l’amministrazione comunale. Un incontro partecipato sia numericamente che per idee e proposte. Tra queste, la costituzione di un comitato ad hoc, e successivamente la formazione di una società di gestione dell’edificio. Sul possibile progetto di riqualificazione architettonica ha iniziato a lavorare l’architetto Alessandro Canovi, che ha reso note alcune delle caratteristiche ipotizzate per il nuovo spazio, che vedrebbe ridotto a circa 200 i posti a sedere per una eventuale sala cinema e il resto dello spazio suddiviso su due livelli per una ludoteca ed eventuale biblioteca per ragazzi. Un progetto ambizioso, anche perché per riaprire il cinema sarebbero necessari anche gli investimenti per la digitalizzazione della sala (non è più possibile la proiezione su pellicola) e adeguamenti alle normative di sicurezza.

Alla riunione hanno partecipato anche i capigruppo di minoranza Robertino Ugolotti e Massimiliano Genitoni, che confermano l’appoggio al progetto. «La novità principale emersa durante il dibattito – dice Genitoni – è l’idea di creare un locale per venire incontro alle esigenze dei più giovani (5-15 anni), da sviluppare in collaborazione con gli insegnanti delle scuole territoriali e volontari già impegnati a lavorare con i ragazzi. Altro elemento importantissimo per la riuscita del progetto è che il gruppo avrebbe già individuato specifici finanziamenti, sia regionali che europei, per il recupero di un edificio di rilevanza socio-culturale che offrirebbe una serie di servizi educativi e d’intrattenimento a un bacino d’utenza molto vasto, unitamente alla elaborazione di un piano di sostenibilità economica della stessa struttura che andrebbe a occupare un rilevante numero di persone, oltre a generare un indotto economico del quale beneficerebbe tutto il paese».

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