In Regione i comitati anti-fusione
Depositeranno 1.100 firme. «Certezze sulla modalità del voto»
GATTATICO. I rappresentanti dei comitati per il no alla fusione di Sant'Ilario, Gattatico e Campegine oggi saranno ricevuti in Regione, per illustrare le ragioni del no al progetto Pd, che vedrà, in ottobre-novembre, i residenti dei tre Comuni chiamati alle urne per esprimersi sul Comune unico di poco meno di 20mila abitanti.
In tale occasione, i comitati depositeranno la prima tranche delle firme raccolte, finora arrivate a quota 1.100, di cui 700, cioè la maggior parte, espresse a Gattatico, il territorio più restìo di fronte alla fusione; le altre 400 a Campegine. Ma c'è ancora tempo per firmare, fanno sapere i due gruppi, che invitano i residenti interessati a contattare l’associazione tramite Facebook.
Oggi in viale Aldo Moro a Bologna andranno l’avvocato Giuseppe Germano Artioli per Rinascita Campeginese («compatibilmente con i miei impegni di lavoro») e Paolo Frattini di Tutelare Gattatico. Alle 14 incontreranno il presidente della Commissione I (Attività istituzionali, bilancio e affari generali) Massimiliano Pompignoli e sei componenti della medesima Commissione, tra i quali i reggiani Yuri Torri (Sel) e Gabriele Delmonte (Lega Nord) – questi ultimi sono relatori rispettivamente di maggioranza e minoranza sulla legge regionale delle fusioni.
«Andremo ad esporre le nostre posizioni sul progetto fusione, per impostare un ragionamento di carattere generale e anche specifico, se ce lo chiederanno – afferma Paolo Frattini –. E’ la prima volta che andiamo in Regione ed è importante che il tema sia portato all’istituzione che ha competenza in materia. Ribadiremo la necessità di ottenere la maggioranza di sì in ogni Comune, pena il tramonto del progetto, perché, anche se il sindaco Maiola si è impegnato in questo senso, l’ultima parola spetta alla Regione». (am.p.)
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