«Questi crimini non restano impuniti»
La soddisfazione del questore Fusiello: «Pensava di essere riuscito a farla franca, ma si sbagliava»
REGGIO EMILIA. «Voglio mandare un messaggio ai reggiani dicendo loro che su questo territorio chiunque commetta un reato di tale efferatezza non rimarrà impunito». Il delitto di via Nacchi ha creato clamore e allarme sociale e il questore di Reggio Isabella Fusiello, nel giorno in cui la polizia annuncia la cattura del responsabile, ci tiene a rassicurare i cittadini.
Il capo della questura elogia gli agenti della squadra mobile, «favolosi», e sottolinea la proficua la collaborazione con la procura e nel caso specifico con il pm Isabella Chiesi. Ma soprattutto ci tiene a ribadire che Reggio non può essere il far west. «Non è pensabile che qualcuno commetta un delitto del genere, lasci il territorio e pensi così di farla franca. La persona che abbiamo preso credeva di averla passata lascia. Pensava che in Francia non lo cercasse nessuno. A Reggio la legge viene applicata».
Parole d’apprezzamento al lavoro della questura sono arrivate anche dal procuratore capo Giorgio Grandinetti, che ha sottolineato come un omicidio sia sempre grave, tanto più se in pieno giorno, in centro città. «Era dunque giusto che si facesse tutto per non lasciare impunito questo episodio e così è stato». Il fatto che vittima e carnefice fossero clandestini ha alimentato non poche polemiche. «Si fa il possibile per le espulsioni - dice il procuratore Grandinetti - nei limiti però dei mezzi a disposizione».
La notizia della cattura dell’assassino è stata accolta con soddisfazione dal sindaco di Reggio Luca Vecchi. «La complessità di un'indagine che è partita dalla nostra città e si è dovuta sviluppare a Parigi - ha scritto il primo cittadino in una nota - è l'ennesima riprova dell'altissimo grado di efficienza, professionalità e di efficacia che sono in grado di sviluppare gli inquirenti reggiani, cui vanno i nostri complimenti».
Un ringraziamento agli inquirenti è arrivato anche dal presidente della Provincia Giammaria Manghi. «Ora l'impegno - ha detto il presidente Manghi - proseguirà come sempre anche in seno al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dove gli enti locali sono chiamati ad apportare il proprio contributo per mezzo delle polizie locali, luogo preposto ad assicurare la vivibilità e la serenità delle nostre comunità».
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