Gazzetta di Reggio

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SEPARATI IN CASA

Assolto l’ex, non è stato un tiranno

Assolto l’ex, non è stato un tiranno

La difesa: «Solo falsità, ha sopportato per 25 anni l’amante di lei»

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REGGIO EMILIA. Come vivere da separati in casa per ben 25 anni detestandosi a tutto spiano.

Lui ha 67 anni e lei due anni in meno, hanno diviso per così tanto tempo un appartamento – in zona ospedale – di 92 metri quadrati ed entrambi vivono con 400 euro al mese.

Le loro frizioni sono ora al centro di un processo, ma non risultano presenti in aula, comunque tre anni fa l’ormai ex moglie (tanto per gradire sono in Appello con il divorzio...) ha accusato l’uomo sia di non aver pagato – come da accordi giudiziari – una bolletta dell’Enel da qui il “taglio” della luce elettrica, sia d’averla confinata nella camera da letto, impedendole d’accedere agli altri spazi dell’appartamento. Per la legge lui è nei guai per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice nonchè di violenza privata.

La donna si è costituita parte civile e tramite il legale chiede 2.500 euro di risarcimento-danni. A quel punto si è “scatenata” la difesa su situazioni e fatti con un unico obiettivo: scardinare la credibilità della 59enne. Partendo dal fatto che l’ex marito da qualche mese se n’è andato da quella casa sfiancato dalle continue battaglie giudiziarie, l’avvocato Claudio Bassi è andato decisamente all’attacco della donna: «Come può essere attendibile l’ex moglie che ha falsamente dichiarato la metà di quanto percepisce annualmente, come dimostra un documento dell’Agenzia delle Entrate? E ho pure chiesto al mio assistito come abbia potuto sopportare per 25 anni una donna che sta chiusa in camera tutto il giorno per fumare e guardare la tv, per poi uscire con l’amante...». Il difensore ha poi parlato di equa divisione dell’appartamento («Un testimone ha detto che da tempo la casa era divisa a metà») e che l’ex marito ha sempre pagato le bollette oltre che l’affitto, rimarcando che l’Enel abbassa solo la potenza elettrica nel caso di mancato pagamento, non interrompe il servizio. La ricostruzione difensiva ha convinto il giudice Andrea Rat che ha assolto il 67enne perché il fatto non sussiste.(t.s.)

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