Dodici indagati per il bimbo morto durante il parto
Castellarano, sotto accusa l'intera équipe che ha assistito la mamma e fatta l'autopsia sul corpicino
CASTELLARANO. Ci sono dodici persone, membri dell'equipe medica che ha assistito Tania Di Perna, iscritte nel registro degli indagati per la morte del piccolo Adam, il bambino che la donna portava in grembo e che è morto nella sala parto dell'ospedale di Sassuolo (Modena) venerdì mattina.
Dopo il conferimento ieri dell'incarico ai periti incaricati dalla procura, si terrà probabilmente a breve l'autopsia medico legale sul piccolo corpicino. Da questa analisi sono attese le risposte. Il responso dovrà chiarire cosa ha ucciso quel bel bambino di quattro chili e 200 grammi di peso. E se qualcuno tra gli operatori sanitari che hanno gestito la sua nascita sia responsabile dell'accaduto, o se invece quella morte non si poteva evitare.
Lo vogliono sapere mamma Tania - già madre di altri tre figli di 18, 8 e 4 anni - che lunedì pomeriggio è stata dimessa. E che ora deve fare i conti con una culla vuota. Lo vogliono sapere i familiari della 38enne di Tressano di Castellarano e il marito, che già sabato avevano provveduto a presentare un esposto alla procura della Repubblica di Modena. Una denuncia in cui elencavano le loro perplessità sulla gestione di quella gravidanza non facile, almeno per le condizioni della donna: in sovrappeso, con la pressione alta e un diabete gestazionale.
La famiglia si chiede perché, date le condizioni della donna, invece di tentare la strada del parto naturale, non si sia invece intervenuti con la programmazione di un cesareo. I parenti sono convinti che se fosse stato così, il piccolo Adam sarebbe vivo. E una mamma non piangerebbe il suo piccolo, per il quale dopo il nullaosta della procura bisognerà fissare la data del funerale.
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