L’assassino si è nascosto vicino a via Nacchi
L’ipotesi degli inquirenti: ospitato in un appartamento del centro, poi la fuga da Reggio nella notte
REGGIO EMILIA. L’assassino di via Nacchi potrebbe essersi rifugiato per alcune ore non distante dal luogo dell’accoltellamento. Gli inquirenti sospettano che il tunisino di 21 anni Ahmed Ben Haj Salah sia stato ospitato in un appartamento del centro storico. Dopo aver aggredito l’8 giugno il 41enne connazionale Mahdi Sallami in via Nacchi, il giovane è scappato in via Secchi, poi ha svoltato in vicolo Clemente e infine ha imboccato via Filippo Re, una delle strade che portano da via Roma ai giardini pubblici. A quel punto dell’assassino si sono perse le tracce, anche nei filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area.
La squadra mobile, diretta da Guglielmo Battisti, e il pm Isabella Chiesi, che ha coordinato le indagini, sospettano che il 21enne sia stato accolto da qualcuno che ha favorito la sua fuga. Salah potrebbe essersi rifugiato in un appartamento non lontano da via Filippo Re e lì aver atteso la notte per allontanarsi, pianificando la sua fuga da Reggio e magari prendendo contatti con altre persone.
Come raccontato ieri il fuggitivo non è passato dal suo domicilio, in una laterale di via Turri, dove la polizia lo ha atteso per 20 ore. L’immigrato è ricomparso a Parigi, dove domenica è stato fermato all’aeroporto di Orly un’ora prima che salisse su un volo diretto a Tunisi.
Agli inquirenti appare chiaro che l’uomo sia stato aiutato, dal momento che non aveva documenti (lasciati nel suo domicilio) e difficilmente molti soldi al seguito. Non si esclude che qualcuno lo abbia portato in auto, almeno oltre il confine italiano. Anche a Parigi Salah potrebbe aver goduto di un appoggio di qualche connazionale. Nella sua breve latitanza l’assassino è riuscito a raggiungere una destinazione distante mille chilometri, senza documenti e con pochi contanti al seguito. È inoltre riuscito a farsi rilasciare dal consolato del suo Paese un lasciapassare che gli ha consentito di prenotare regolarmente un volo di linea. Ad aiutarlo devono essere state almeno un paio di persone, a Reggio e in Francia.
Ora sono in corso le pratiche per estradare il nordafricano in Italia, ma nessuno si fa troppe illusioni sulla collaborazione che eventualmente potrà fornire agli inquirenti. E in fin dei conti il dato più importante per tutti è che l’omicida, che ha provocato così tanto allarme sociale in città, sia stato preso. (j.d.p-t.s.)
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