Mille firme portate in Regione per ribadire il no alla fusione
GATTATICO. Oltre 1100 firme sono state consegnate ieri pomeriggio in Regione per dire ancora una volta no alla fusione tra i comuni di Sant’Ilario, Gattatico e Campegine. Le sottoscrizioni sono...
GATTATICO. Oltre 1100 firme sono state consegnate ieri pomeriggio in Regione per dire ancora una volta no alla fusione tra i comuni di Sant’Ilario, Gattatico e Campegine.
Le sottoscrizioni sono state raccolte dai due comitati “Rinascita Campeginese” e “Tutelare Gattatico”, i due gruppi di cittadini che si sono uniti nei due Comuni più piccoli coinvolti nel progetto di fusione. «Siamo andati a Bologna a portare le firme davanti alla prima commissione bilancio e affari istituzionali in Regione – spiega Paolo Frattini, portavoce di “Tutelare Gattatico” – Oltre 700 firme contro la fusione sono state raccolte a Gattatico, mentre a Campegine sono oltre 400 le persone che hanno aderito all'iniziativa. Noi referenti dei due comitati, Rinascita Campeginese e Tutelare Gattatico, siamo andati a Bologna con l'intento di spiegare le motivazioni per cui siamo contrari alla fusione dei tre comuni. Premettiamo, intanto, che noi non siamo contro tutte le fusioni a prescindere. Noi siamo contro a questo tipo di fusione e nel momento in cui si decida per la fusione, ci deve essere, per ogni comune, la volontà popolare che dica sì – prosegue Frattini – Il referendum in tal senso ci sarà, probabilmente a novembre. La commissione bilancio ci ha detto che verrà disposto questo strumento di consultazione popolare, ma non si è capita ancora la data e non si sa se sarà in concomitanza con il referendum costituzionale o se verrà organizzato per una data successiva. Intanto, ieri pomeriggio i cinque consiglieri regionali che fanno parte della prima commissione e che abbiamo incontrato, ci hanno garantito che nel momento in cui ci sia anche solo un comune che dica di no, la volontà politica è quella di non procedere alla fusione. Questo è un dato positivo, anche se la casistica è piuttosto varia in regione».
«Ad esempio, in Val Samoggia, tre comuni avevano detto sì e due no, ma la Regione ha proceduto comunque - prosegue - In altri casi è avvenuto l’opposto. Nel merito noi siamo contrari alla fusione, perchè siamo tre comuni diversi, con un numero di abitanti disomogeneo e una differente configurazione territoriale e demografica. Gattatico ha il doppio di territorio rispetto agli altri pur avendo la metà della popolazione. Noi piccoli, Gattatico e Campegine, rischiamo di risultare marginali dal punto di vista politico. In questo momento esiste una grnde confusione normativa: c'è un cambiamento istituzionale pesante in atto, si dice che le province vengano tolte ma ci sono ancora, si creano aree vaste e unioni dei comuni che non si sa cosa facciano realmente». «Non vogliamo che questo caos ricada sui cittadini – conclude Frattini – Per questo continueremo a raccogliere firme e organizzare iniziative fino a pochi istanti prima del referendum». (s.a.)
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