Piccole imprese reggiane Il fatturato cresce del 5,2%
La Cna Emilia Romagna diffonde i dati regionali, confermata la “ripresina” Crescono anche gli investimenti. Govoni: «Segnali confortanti ma ancora fragili»
REGGIO EMILIA. Seppur a ritmo più lento rispetto al trend economico regionale complessivo, le piccole imprese dell'Emilia-Romagna pian piano stanno ripartendo. E questo accade anche nella nostra Reggio Emilia, dove il fatturato delle micro-piccole imprese tra il primo e secondo semestre del 2015 è cresciuto del 5,2%.
A livello regionale invece un dato su tutti: nell'ultimo trimestre 2015 il fatturato segna un +0,64%, un numero che chiude una sequenza di ben 10 trimestri negativi, con la sola esclusione del modesto +0,05% registrato nel secondo trimestre 2015. Così tra gli addetti ai lavori permane una certa cautela, ma in fondo la “ripresina” è considerata ormai una realtà. A rivelarlo è il Cna Emilia-Romagna col proprio osservatorio Trender, finalmente caratterizzato da qualche dato confortante.
Mappando le province, in generale, sorridono in quattro: Piacenza, Ravenna, Parma e appunto Reggio Emilia. Male invece Rimini mentre resta più o meno stabile Bologna. Analizzando i settori, tra primo e secondo semestre 2015 mostrano segni di ripresa la meccanica (+7,5%), con una performance che non si riscontrava dal 2011, l'alimentare (+5,6%), i trasporti (+4,6%), la riparazione veicoli (+3,1%), i servizi alla persona (+1,3%). Per tutti questi quattro comparti si tratta del migliore risultato registrato da Cna dal 2008. Ma tuttora soffrono, in particolare, le costruzioni (-9,8%) che peggiorano anche rispetto al 2014, il legno mobile (-5,2%) e, non è una sorpresa, il sistema moda (-4,6%). Nella seconda metà del 2015, spiegano il presidente regionale Cna Paolo Govoni e il responsabile Istat Emilia-Romagna Marco Ricci «tra gli altri sono cresciuti in maniera massiccia gli investimenti, con un incremento del +21,9%: anche in questo caso è una tendenza mai riscontrata dal 2008».
Il miglioramento è dovuto a vari fattori: la ripresa dell'attività con una crescita degli ordini, quindi una prospettiva più duratura che incentiva a investire, ma anche l'effetto rimbalzo visto che gli investimenti dal 2008 erano crollati. La ripresa degli investimenti è più accentuata per la componente dei macchinari (+42,14%) ma sembra buona anche la performance degli investimenti in immobili e materiali, cresciuti del +20,24%. Considerando le singole province, “vincono” dunque l'Emilia occidentale e il Ravennate: tra primo e secondo semestre 2015, le dinamiche di fatturato sono positive per le micro-piccole imprese delle aree provinciali di piacenza (+20,27%), Ravenna (+5,39%), Reggio Emilia (+5,2%), Parma (+1,66%); in negativo invece Rimini (-15,29%), Modena (-8,89%), Forlì-Cesena (-3,33%), Ferrara (-0,83%) e Bologna (-0,46%).
Infine le spese per retribuzioni salgono del +8,63%, la migliore performance dal 2008, e le spese per la formazione mostrano un aumento del +17,81%. Salgono anche le spese per le assicurazioni del +4,4% mentre l’unico dato negativo sono le spese per i consumi (-6,29%), seppure in miglioramento rispetto ai semestri precedenti
Prudente ma ottimista il commento di Govoni: «Sono in generale segnali confortanti ma ancora troppo fragili per dire che le piccole imprese siano uscite dalle difficoltà. È dunque importante cogliere questa “ripresina” e consolidarla, evitando il rischio che si torni indietro. Per fare questo il Cna si sta impegnando nei confronti di istituzioni e banche affinchè le loro politiche assicurino una ulteriore spinta».
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