Scontri al cantiere Tav nei guai reggiano 24enne
Applicate 20 misure restrittive: il commesso ha l’obbligo di firma in questura Perquisita dalla Digos la casa del giovane. Sequestrato «materiale interessante»
REGGIO EMILIA. C’è anche un giovane commesso reggiano fra i venti destinatari di misure restrittive perché ritenuti responsabili di tensioni al cantiere della Torino-Lione, a Chiomonte (nel Torinese), il 28 giugno dello scorso anno.
Il gip di Torino, su richiesta della procura, ha emesso due fermi con trasferimento in carcere, nove arresti ai domiciliari e nove obblighi di firma, nei confronti di esponenti del movimento anarchico e antagonista, nonchè di alcuni soggetti appartenenti al movimento “No Tav” accusati, a vario titolo, di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali, esplosioni di ordigni con la finalità di turbare l’ordine pubblico. Le misure cautelari si riferiscono ai fatti citati, in occasione dell’iniziativa organizzata dal Coordinamento Comitati No Tav denominata «Al cantiere tutti/e insieme contro Tav e grandi opere». Alla manifestazione parteciparono circa 1.500 attivisti, tra cui 500 appartenenti all’area antagonista, un centinaio dei quali provenienti da altre città, tra cui Alessandria, Bologna, Roma, Reggio e Modena. Durante l’iniziativa di protesta si verificarono scontri tra manifestanti e le forze dell’ordine poste a protezione del cantiere Tav. Subito dopo la Digos aveva sequestrato un furgone appartenente ai gruppi antagonisti, all’interno del quale erano stati rinvenuti scudi in plexiglas, maschere antigas, occhiali protettivi, tute nere e vario materiale esplodente, utilizzati durante gli scontri. Ieri mattina la Digos di Reggio ha perquisito l’abitazione del commesso 24enne G.G. (ritenuto un attivista “No Tav”) che vive nel Reggiano: lui non è in casa, comunque gli agenti hanno agito alla presenza dei familiari, trovando e sequestrando materiale che sarebbe legato alle accuse. Solo più tardi il 24enne si è presentato in questura e gli è stata notificata la misura cautelare. Per la Digos è un insospettabile, in quanto nel Reggiano non «risulta mai essersi evidenziato in manifestazioni politiche di piazza».
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