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«Io il primo a finire, felice di andare via»

«Io il primo a finire, felice di andare via»

I ragazzi dello scientifico Spallanzani dopo la prova scritta: «Tracce prevedibili, ce le aspettavamo»

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REGGIO EMILIA. Il clima, davanti al liceo scientifico Spallanzani, è molto disteso. Scherzi, battute, sorrisi e abbracci, questo è il panorama che pervade l’edificio di via Franchetti. Chi fra gli oltre cento studenti delle sei sezioni del quinto anno ha finito la prima prova attende nel cortile interno i compagni, o si attarda in chiacchiere.

Il più sorridente di tutti è Matteo Neri, il primo della sua scuola ad aver terminato il tema di italiano. «Alle 12.10 ero fuori - racconta mentre scherza con una compagna - ho scelto la traccia sul paesaggio artistico. Nei giorni scorsi ho dato un’occhiata su internet e su alcuni link che mi hanno mandato i miei amici alle possibili tracce che sarebbero uscite. Erano tutte sballate. Sono davvero molto contento di aver finito il liceo. Non ne potevo più, ho voglia di fare altro. Sto pensando a Ingegneria».

Una delle tracce più apprezzate allo Spallanzani però, secondo quanto ci dicono gli stessi ragazzi, è stata quella sul rapporto padre-figlio in arte e letteratura. La metà degli amici con cui parla Matteo ha optato per questa scelta. Remiliano Shuaipi, Isabella Aguzzoli, Tommaso Cottafavi, Vittoria Cattani e Valentina Panari: questi i nomi che compongono il gruppetto di ragazzi che forma un piccolo capannello fuori dalla scuola. Stanno nella parte più vicina al cancello, come impauriti di rimanere intrappolati lì dentro oltre il dovuto. «Ancora non è il momento di festeggiare - racconta Tommaso - aspettiamo la fine degli orali per andare in vacanza, magari con gli amici. Quanto alla prima prova della maturità, alcune delle tracce non ce le aspettavamo, ma la maggioranza era prevedibile».

In effetti nessuno fra gli studenti dello scientifico è sembrato troppo sorpreso dalle scelte fatte quest’anno dal ministero dell’Istruzione: «Eco è morto da poco - spiega Vittoria - ed era logico che uscisse pur non avendolo studiato nel corso dell’anno scolastico. Pensavamo però anche a Montale per il fatto che ricorre il 120° anniversario della sua nascita. Prevedibile anche le donne e il suffragio del 1946 data la ricorrenza del 70° anniversario del voto femminile. Stessa cosa per il tema sui confini, che si ricollega all’attualissimo problema dell’immigrazione». Insomma nessuna grossa sorpresa, anche se pare che non sia stato molto apprezzato il tema sull’avventura nello spazio.

Per quanto riguarda il futuro invece, gioia e preoccupazione principale dopo la maturità, fra i ragazzi l’ambito sanitario è il più gettonato. C’è chi vuole studiare Medicina, chi preferisce il contatto con gli animali e vorrebbe diventare veterinario, chi invece logopedista o fisioterapista. Qualcuno poi progetta di dedicarsi a Ingegneria. Tutti però sembrano avere una certezza: non vogliono uscire dall’Emilia. Parma, Modena, Ferrara o Bologna, oltre a Reggio Emilia, sono le mete da loro preferite.

«Personalmente mi mancherà tutto questo, la vita da liceale nella mia città - conclude Isabella - qui per me era come una grande famiglia, ora invece comincia la vita vera».(l.g.)

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