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L’addio alla staffetta Fermina medaglia al valore della Difesa

L’addio alla staffetta Fermina medaglia al valore della Difesa

CAVRIAGO. «Ciao Fermina, grazie di tutto». Nei giorni del dolore per il funerale della 90enne partigiana Ferma Fornaciari, l’Anpi Cavriago ricorda la resistente scomparsa, omaggiata proprio nell’april...

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CAVRIAGO. «Ciao Fermina, grazie di tutto». Nei giorni del dolore per il funerale della 90enne partigiana Ferma Fornaciari, l’Anpi Cavriago ricorda la resistente scomparsa, omaggiata proprio nell’aprile scorso per il 71esimo anniversario della Liberazione. La donna è morta nella notte fra lunedì e martedì all’ospedale di Montecchio. Ieri si è tenuto il suo funerale in forma molto sobria, senza cerimonia.

Fermina era una persona conosciutissima a Cavriago, dove per decenni ha gestito con il marito Glauco Iemmi la bottega di piazza Zanti, la piazza centrale del paese. Lascia un figlio, Rudy, che da tempo vive nel ravennate. Dopo aver interrotto l’attività del negozio di alimentari ha continuato a vivere in zona, non rinunciando mai al suo caffè mattutino, accompagnata magari dalla badante che la seguiva.

Vantava anche una parentela “importante”: cugina di primo grado del padre di Zucchero. In gioventù Fermina era stata una staffetta partigiana, il 2 giugno scorso aveva ricevuto la medaglia al valore assegnata ai resistenti dal ministero della Difesa. Ed è questa figura che l’Anpi vuole ricordare: «Abbiamo avuto modo di incontrarla il 25 aprile scorso, era molto felice di vedere l’Anpi in piazza e molto orgogliosa del fazzoletto rosso che le avevamo regalato. Aveva 90 anni e a Cavriago tutti la conoscevano». La Fornaciari, nata a Cavriago il 29 dicembre 1925, si era unita alla Resistenza nel luglio 1944, quando era una giovanissima operaia. Operativa nella Val d’Enza, fra Cavriago, Montecchio e Quattro Castella, era aggregata alla 76esima brigata Sap che poi ha preso il nome di Angelo Zanti, il partigiano cavriaghese fucilato dai nazisti nel gennaio 1945 in quanto militante comunista, dopo lunghe settimane di torture in città. Lo stesso Zanti cui è intitolata la piazza in cui poi Ferma ha lavorato per decenni. (adr.ar.)

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