Gazzetta di Reggio

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La maturità dell’Ariosto fra Eco e voglia di crescere

di Leonardo Grilli
La maturità dell’Ariosto fra Eco e voglia di crescere

Gli studenti del liceo classico hanno affrontato ieri mattina la prima prova Preferita la traccia sul paesaggio. In molti spiazzati dall’analisi del testo

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REGGIO EMILIA. Escono a scaglioni gli alunni del liceo classico Ludovico Ariosto, molti si siedono sulle scalinate della chiesa di piazzetta Pignedoli a confrontarsi fra loro. Sono le 12.30 e i 51 alunni impegnati nella prima fase degli esami di maturità, la prova scritta di italiano, si avviano verso la conclusione del test. Hanno avuto sei ore a disposizione, orario di consegna le 14, ma alcuni hanno già finito. «Tutto si è svolto in grande tranquillità - racconta il presidente di commissione Domenico Moscioscia, insegnante di Castelnovo Monti - nessun giro di bigliettini o cellulari. In genere la prima prova non è quella che preoccupa di più gli studenti. Molti stanno ormai rileggendo ma tre maturande, tutte ragazze, sono già uscite».

Le tracce fra cui si poteva scegliere, uguali in tutta Italia, hanno oscillato fra sorprese e prevedibilità. Anzitutto un brano di Umberto Eco (“Sulle funzioni della letteratura”) che ha messo in crisi molti ragazzi. L’autore infatti, scomparso recentemente, in genere non è compreso nei programmi dell’ultimo anno. E chi si è cimentato in questa analisi del testo, come Debora Montanari, lo ha fatto per interesse personale: «Per me era la scelta più sicura perché ho letto e conosco Eco. In tanti però non se lo aspettavano, non lo abbiamo mai studiato in classe».

Seconda traccia il tema di storia, che in occasione del 70° anniversario ha trattato le donne al voto dal 1946. «Avevo già deciso di svolgere l’argomento storico - racconta sorridente Rachele Filippini - perché sono appassionata della materia. Poi è capitato il suffragio, non potevo non fare quello. All’università ho deciso di seguire la mia seconda passione, farò Medicina. Proverò ad entrare a Parma, Modena o Ferrara». A seguire l’attualità con una riflessione sui “confini” a partire da un testo di Piero Zanini e i quattro titoli per il saggio breve o articolo di giornale: il rapporto padre-figlio in arte e letteratura, la traccia di ambito socio-economico sul prodotto interno lordo (con un famoso discorso tenuto da Bob Kennedy), il saggio storico-artistico sul valore del paesaggio (con una citazione di Vittorio Sgarbi fra i documenti consultabili) e infine “l’uomo e l’avventura dello spazio” con riferimenti alle esperienze dei due astronauti italiani Umberto Guidoni e Samantha Cristoforetti.

A prevalere fra le scelte “ariostesche”, secondo quanto raccontano gli stessi studenti, proprio la traccia sul paesaggio. «Era molto interessante e ci ha dato diversi spunti - spiegano Karen Bottoni e Carolina Foglio - abbiamo seguito le nostre inclinazioni e pensiamo di essere andate bene. Siamo contente di aver finito il liceo anche se ci ha dato molto. Ma mentre lo vivi non te ne rendi conto, devi crescere per capirlo davvero. Ora però abbiamo voglia di studiare cose nuove: faremo Veterinaria, Scienze naturali o Psicobiologia».

Una delle poche “coraggiose” ad avventurarsi nella traccia economica invece è stata Rita Reverberi: «Mi interessava il rapporto tra economia e società e come l’una influenzi l’altra, non penso che molti abbiamo scelto questo argomento. Ieri ho dormito poco ma non ho seguito il “toto-tracce” su internet, ho preferito fare di testa mia. Dopo - conclude - proverò anche io ad accedere a Medicina, a Modena o a Parma»

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