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«Non ci sono i soldi per il recupero del teatro di Rolo»

di Elisa Pederzoli
«Non ci sono i soldi per il recupero del teatro di Rolo»

Servono 2 milioni per l’edificio danneggiato dal sisma Il sindaco: «Le risorse stanziate non bastano a tutto»

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ROLO. Se la domanda è: quanto tempo servirà per riaprire il cinema-teatro “Spazio Aperto” lesionato dal terremoto del maggio 2012? Mettetevi comodi. La risposta, al momento, è tutt’altro che rassicurante. Non ne fa mistero il sindaco, Fabrizio Allegretti, che conferma: «I soldi non ci sono».

O meglio, non ci sono tutti. L’associazione tra Fondazioni di origine bancaria (Acri) grazie a una raccolta fondi tra tutte le associate ha messo a disposizione per il teatro di Rolo 210mila euro. Ma per l’intervento complessivo serve almeno un milione e 700mila euro.

«Solo con la somma messa a disposizione di Acri, non riusciamo nemmeno a fare uno stralcio funzionale. Siamo fermi in attesa di un finanziamento importante» spiega il primo cittadino. Ma anche le casse della Regione, quelle dei fondi stanziati a livello governativo per le esigenze del sisma emiliano di 4 anni fa, iniziano a piangere. «Le risorse stanziate per il sisma non coprono, attualmente, l’insieme delle opere pubbliche. Quindi, non ci resta che attendere di vedere se restano margini dal risparmio di altre opere o bisognerà chiedere maggiori stanziamenti nazionali» prosegue Allegretti.

Il cinema-teatro “Spazio Aperto” di Rolo ha una storia, che si lega alla storia stessa del piccolo centro della Bassa reggiana. «Fu un lascito alla comunità dell’ultimo e più longevo feudatario di Rolo, Gaetano Sessi, nel lontano 1775». Da allora, il piccolo teatro - una sala polivalente con palcoscenico - è diventato un luogo centrale della vita pubblica dei rolesi. Un punto di aggregazione, scena per feste, eventi e appuntamenti gestito dalla cooperativa “Spazio Aperto”. Un luogo di incontro che ora manca. «In estate si rimedia all’aperto, ma in effetti in inverno non abbiamo più un luogo di incontro» lamenta il sindaco.

Il progetto per il recupero dell’immobile c’è. «Un progetto di massima c’è e prevede l’adeguamento sismico, ma anche impiantistico, perchè ovviamente la normativa cambia e anche quello deve essere adeguato -spiega il sindaco - Ma senza avere a disposizione l’intera somma necessaria non possiamo mettere l’intervento nel piano triennale delle opere. Inoltre, ci sono limiti ai tetti di investimenti per un Comune. Insomma, uno slalom. Durante l’emergenza si derogava e si andava avanti bene, poi le norme sono tornate quelle di prima e non si va avanti. Ma il nodo restano i soldi. Speriamo che qualcuno ci aiuti a trovare il resto della somma che ci serve».

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