«Vezzani si sbaglia, l’azienda poteva anche essere liquidata»
CORREGGIO. En.Cor si poteva liquidare subito o vendere parzialmente. Lo dice Enrico Ferrari, consigliere comunale di Correggio al centro, dopo l’intervista a Davide Vezzani, ultimo amministratore...
CORREGGIO. En.Cor si poteva liquidare subito o vendere parzialmente. Lo dice Enrico Ferrari, consigliere comunale di Correggio al centro, dopo l’intervista a Davide Vezzani, ultimo amministratore dell’ex municipalizzata pubblicata sulla Gazzetta.
«La vendita della società non era l'unica opzione – sottolinea Ferrari –. Si poteva liquidare o vendere parzialmente e scendere con la quota di proprietà sotto il 50%. Un'operazione che è stata tentata, ma Iren, cui era stato offerto l'ingresso in En.Cor ha detto di no. Nel 2011, inoltre, non è maturato nessun frutto dagli investimenti e per chiudere il bilancio in attivo si è dovuti ricorrere a una manovra straordinaria, molto discutibile: la vendita, il 27 dicembre 2011, di un ramo d'azienda alla So.Er, partecipata dal Comune al 51% a un prezzo di un milione e 250mila euro, pagati dalla società che si è poi vista rimborsare i primi di gennaio successivi, una somma pari a 1 milione e 350mila euro come anticipo lavori per centrali a olio mai terminati. Poi, En.Cor ricomprò le quote So.Er a giugno 2013 dopo uno scambio di lettere fra avvocati, pagando un milione e 430mila euro per la quota del 49% del socio privato di So.Er e 10mila euro per il 51% del Comune. Nel 2011 gli impianti a olio producevano energia elettrica ricavando meno del costo dell'olio combustibile. Gli impianti di gassificazione non sono mai entrati veramente in produzione per problemi tra cui un principio d'incendio al cippato di legno – conclude Vezzani – il combustibile dell'impianto, in fase di alimentazione». (s.a.)
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