Doppio processo per i due Burani
A Milano partito l’Appello per il crac, ma per padre e figlio c’è ora l’aggiotaggio
REGGIO EMILIA. In Appello e all’udienza preliminare: doppia pressione giudiziaria – ieri a Milano – per Walter e Giovanni Burani.
Partiamo dal processo di secondo grado. Il sostituto pg Maria Grazia Omboni ha chiesto alla Corte d'Appello – davanti alla quale sono imputati i Burani (padre e figlio) per il crac del 2010 del noto gruppo della moda e che è costato loro condanne a 6 anni in primo grado – di valutare se serva o meno una perizia «per risolvere i dubbi e i contrasti tra le relazioni della procura e quelle della difesa». E’ partito così, davanti alla seconda sezione penale d'appello (presidente del collegio Fabio Paparella) il processo a carico di Walter Burani (marito della creatrice del marchio Mariella) e del figlio Giovanni, rispettivamente ex presidente ed ex ad della maison di Cavriago , difesi dai legali Pasquale Pantano e Stefano Borella. Nel febbraio 2013 i due Burani sono stati condannati a seguito dell'inchiesta dell'allora pm milanese Luigi Orsi che in requisitoria aveva definito il crac del gruppo una «bancarotta da antologia». Il tribunale aveva condannato anche i due imputati a versare un totale di 13 milioni di euro in favore delle curatele fallimentari delle tre società coinvolte nel crac (Burani Designer Holding, Mariella Burani Fashion Group e Mariella Burani Family Holding) e di due fondi. Ieri il pg ha iniziato il suo intervento e lo concluderà con le richieste nella prossima udienza (18 luglio). Se da un lato ha chiesto di respingere un'eccezione di legittimità costituzionale della difesa relativa al fatto che la Cassazione aveva trasferito da Milano a Reggio il procedimento fallimentare, il pg ha sollecitato anche i giudici a valutare se riaprire o meno il processo per effettuare una perizia. Sempre Walter e Giovanni Burani hanno affrontato anche l'udienza preliminare davanti al gup Elisabetta Meyer nella quale sono accusati di aggiotaggio. Con loro sono imputati gli ex consiglieri del gruppo della moda Ettore Burani, Stefano Setti, Giuseppe Gullo (difeso dal legale reggiano Giovanni Tarquini) e Kevin Marc Tempestini che rispondono di bancarotta in relazione al fallimento della Burani Designer Holding (Bdh).
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