«L’addio al progetto Corte Nuova non è per merito di Cavallaro»
RUBIERA. «L’era Renzi degli annunci senza sostanza è ormai al declino, ma a Rubiera si attinge ancora a piene mani da questo metodo». Vanno giù decisi i 5 Stelle rubieresi dopo l’annuncio, da parte...
RUBIERA. «L’era Renzi degli annunci senza sostanza è ormai al declino, ma a Rubiera si attinge ancora a piene mani da questo metodo».
Vanno giù decisi i 5 Stelle rubieresi dopo l’annuncio, da parte del sindaco Emanuele Cavallaro, dell’addio al progetto Corte Nuova, pensato nel 2000 per costruire appartamenti, un albergo e diversi negozi in un’enorme area di 45mila metri quadrati fra Palazzo Rainusso e la Corte Ospitale, in direzione Fontana.
Questo terreno tornerà a destinazione agricola, e non vi si potrà edificare nulla. La maggioranza Pd ha infatti deciso di portare la proposta di cancellazione dagli strumenti urbanistici del piano particolareggiato Corte Nuova; in cambio, i detentori dei diritti nell’area potranno costruire undici appartamenti vicino a via Togliatti. Il Movimento 5 Stelle è soddisfatto per l’esito ma i suoi esponenti non hanno gradito l’uscita, con cui «Cavallaro si attribuisce il merito». E, spiegano, «abbiamo provato un forte senso di ilarità misto a disgusto». I pentastellati erano fra gli autori del ricorso al Tar contro il progetto, presentato nel 2012 dopo una raccolta firma e successivamente respinto dai giudici del Tar.
«Il ricorso venne perso per cattiva formulazione, non per la sostanza, ed abbiamo dovuto pagare 15mila euro di spese: in più occasioni siamo stati derisi per questo esito, a riconferma di quale potesse essere per loro l’interesse a mantenere la zona verde», sottolineano ora. «Riteniamo abbastanza immorale quindi attribuirsi degli inesistenti meriti di aver salvaguardato l’area quando né prima né dopo sono mai state fatte azioni in tal senso, salvo approfittarsi all’ultimo di un’occasione fortuita», ribadiscono quindi i 5 Stelle puntando il dito su Cavallaro, prima di cambiare obiettivo, concentrandosi sul progetto sul consorzio agrario: «fanno veramente sorridere poi le parole con cui il sindaco magnifica il suo operato affermando che lascerà in questo modo quest’area verde, a beneficio quindi dei nostri nipoti: sono le parole copiate dalle nostre motivazioni con cui noi oggi cerchiamo di opporci alla costruzione del nuovo Consorzio agrario. Ma chissà, poi tra qualche anno ci troveremo dalla stessa parte quando il Consorzio deciderà di non costruire più».
Anche il consigliere di centro-destra Marco Benati si trova su posizioni simili. «Sono molto contento che il progetto si sia fermato, mi ero opposto a suo tempo e personalmente credo fosse ormai morto da tempo per il cambiamento del contesto rispetto a quando era stato pensato. A ogni modo, credo che i meriti principali siano dei proprietari dei terreni coinvolti, più che dell’amministrazione comunale. I proprietari si sono impegnati molto in questo senso, così come le persone che da tempo si battevano contro il progetto», riflette Benati. (adr.ar.)
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