«Via Ariosto renaissance estesa a tutto il centro»
A chiederlo al Comune 40 commercianti che hanno raccolto più di 600 firme Fra queste anche quella dell’architetto Bedogni: «Modello di rigenerazione»
REGGIO EMILIA. “Via Ariosto urban renaissance” non vuole essere ridotta alla manifestazione effimera ed estemporanea che s'è svolta da sabato scorso a oggi. Il comitato di quaranta commercianti e numerosi cittadini che l'ha promossa e l'architetto Paolo Bedogni che l'ha progettata vorrebbero renderla permanente, almeno nelle sue linee essenziali. Perciò hanno raccolto più di seicento firme in calce a un documento che propone al Comune un riassetto urbanistico della strada e dell’intero centro storico sul modello creato per i sette giorni della kermesse e accolti con tanto favore dalla gente.
La raccolta continuerà fino al convegno conclusivo sul tema “Mobilità sostenibile e genius loci”, che si svolgerà questa sera in uno spazio aperto sulla strada. Vi interverranno Mirko Tutino, assessore alla mobilità e alle infrastrutture, Andrea Rinaldi, presidente dell'Ordine degli architetti di Reggio, Paolo Bedogni, direttore organizzativo della festa, Lorenzo Carapellese, urbanista, Carlotta Bonvicini, architetto presso il Mic Mobility di Milano e Alessandro Meggiato, dirigente del servizio mobilità del Comune. Ai partecipanti iscritti all'Ordine degli architetti saranno riconosciuti tre crediti formativi. Ne parliamo con l'architetto Bedogni.
Come riassumerebbe la filosofia della vostra iniziativa?
«È possibile mettere in relazione il restauro di una facciata con la riapertura dei negozi e con quella viabilità dolce che favorisce il ritorno dell'uomo e dunque l'accessibilità al centro storico. E' realmente possibile provare il piacere di vivere lo spazio urbano nelle sue piazze e strade e nei viottoli in sicurezza, serenamente e senza incidenti».
Quale scopo vi prefiggete?
«Chiediamo che Via Ariosto urban renaissance sia un esempio per la futura rigenerazione urbana del centro. Questa strada dovrebbe essere un tutt'uno con corso Garibaldi, insieme al quale segue l'antico alveo del Crostolo e forma il terzo asse della città storica oltre alla via Emilia, che ne era il decumano, e al cardo ad essa perpendicolare. La modernità si deve calare nei luoghi del passato».
Che cosa significa lo slogan "non siam mica Copenaghen" scritto sulla maglietta indossata dai promotori?
«Lo spiegheremo questa sera con le immagini, proposte da Carlotta Bonvicini, delle città europee a cui Reggio si può avvicinare facendo rispettare il limite di velocità di 30 all'ora e favorendo l'uso della bicicletta».
I commercianti delle zone vicine, sostenuti da Confesercenti, protestano per non essere stati coinvolti e per la deviazione dei mezzi pubblici, che allontana la loro clientela. Che cosa rispondete?
«Ho incontrato Daniela Govi, presidente di Confesercenti per il centro storico, e altri negozianti della zona di corso Garibaldi. Come tecnico mi sono messo a loro disposizione. Esiste la possibilità di elaborare un progetto urbanistico unitario da porta Castello alla Ghiara. Senza spendere un euro si può realizzare un sogno. Spero che questa sera vengano a discuterne con noi».
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