Gazzetta di Reggio

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«La targa nel ticket? E chi se la ricorda»

di Leonardo Grilli
«La targa nel ticket? E chi se la ricorda»

I parchimetri che saranno installati al Santa Maria non esaltano i reggiani. Per molti «non risolveranno il problema»

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REGGIO EMILIA. Il 1° luglio verranno installati nel parcheggio dell’ospedale Santa Maria Nuova e in piazza Vallisneri a Reggio Emilia 15 nuovi parchimetri dotati di tastiere alfanumeriche. Il biglietto quindi verrà rilasciato solo dopo avere digitato la targa e in questo modo il titolo per la sosta non sarà più cedibile. Questo provvedimento è stato adottato dall’amministrazione comunale per debellare lo smercio di ticket e sperare, in questo modo, di allontanare i parcheggiatori abusivi che quotidianamente stazionano accanto alle strisce blu della struttura sanitaria.

Di questo imminente cambiamento pochi sembrano essere a conoscenza. Sono invece in tanti, tra gli automobilisti con cui abbiamo parlato ieri davanti al Santa Maria, a pensare che il nuovo provvedimento non basterà per allontanare definitivamente i parcheggiatori da quella zona. E qualcuno già si preoccupa di come farà a ricordarsi la targa.

«Non sapevo dei nuovi parchimetri – spiega Maurizio Mazza mentre torna verso la sua auto – ma mi fa piacere apprenderlo anche se non penso che gli abusivi spariranno. Hanno diritto anche loro di mangiare e personalmente non mi creano problemi, a patto che non diventi un mercato e che non si arrivi alla violenza. Devo aiutarli per solidarietà, non perché sono costretto o minacciato. Ad esempio anche io ho accettato il ticket da loro diverse volte, così come glielo lascio se non mi serve. Lo fanno tutti».

E in effetti molti cedono senza problemi il loro tagliando ai parcheggiatori. Molti altri preferiscono prenderlo da loro piuttosto che pagare la cifra intera al parchimetro. Così si può contrattare e abbassare il prezzo come una signora che ieri diceva al parcheggiatore di turno: «No, funziona così, per due ore ti posso dare 50 centesimi o niente». «Anche io a volte li aiuto - si unisce al coro Giuliano Lugli, appena uscito dall’ospedale - in genere sono cordiali ma penso che l’immissione della targa sia giusta per un fatto di correttezza civica. Speriamo solo che gli extracomunitari finiti i guadagni qui non si diano alla microcriminalità e non ci vengano a rubare in casa. Da quello che ho visto io però i controlli sono pochi, su nove volte che sono venuto qui in sei mesi solo in due occasioni ho trovato le forze dell’ordine».

C’è poi chi avrebbe preferito soluzioni alternative, come Vittorina Nasi: «Non ero stata informata ma penso che sia un provvedimento positivo. Tuttavia sarebbe stato meglio fare come negli aeroporti, dove si paga all’uscita in base a quanto sei rimasto. Così si evita la scocciatura di dover scrivere la targa. Io non la so a memoria... la scriverò su un foglietto».

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