Gazzetta di Reggio

Reggio

contrasto ai clandestini

Nel 2016 rimpatriati dall’Ufficio stranieri 21 pregiudicati

REGGIO EMILIA. L’ultimo ad essere messo su un aereo a Bologna, con destinazione Tbilisi, è stato un georgiano che ha fatto molto parlare di sé a Reggio. Il 30enne Alexander Berekashvili era stato...

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REGGIO EMILIA. L’ultimo ad essere messo su un aereo a Bologna, con destinazione Tbilisi, è stato un georgiano che ha fatto molto parlare di sé a Reggio. Il 30enne Alexander Berekashvili era stato arrestato in stazione a febbraio, con due connazionali, e poi messo ai domiciliari, dopo che era stato trovato con un bel po’ di refurtiva dopo una scorribanda a Piacenza. Nell’agosto scorso lo stesso ladro era stato trovato nascosto nell’armadio della camera da letto di una 85enne insieme a un connazionale. Il georgiano è il ventunesimo straniero clandestino accompagnato fisicamente alla frontiera dagli uomini dell’Ufficio immigrazione della questura, guidato da Francesco Baiano. La questura sempre più spesso preferisce mettere su un aereo i clandestini piuttosto che portarli nei Cie in attesa che vengano identificati e poi espulsi.

Gli agenti concentrano le risorse a disposizione per identificare senza ombra di dubbio le persone non in regola in modo da rendere efficace l’espulsione. Senza un riconoscimento certo infatti non è possibile mandare via nessuno e pertanto l’espulsione rimane solo sulla carta. Per questo le persone senza permesso di soggiorno si preoccupano di nascondere in modo accurato i loro documenti.

La questura, dovendo fare una scelta, si concentra in particolare sui pregiudicati e le persone finite in carcere per gravi reati. Infatti tra i 21 accompagni alla frontiere c’è anche un albanese che era finito in cella per rapina e spaccio.

Il tema dei clandestini che continuano a restare sul territorio, nonostante le espulsioni, è tornato al centro del dibattito dopo l’accoltellamento dell’8 giugno in via Nacchi. Sia l’assassino che la vittima erano clandestini, ma nonostante questo continuavano a vivere a Reggio. Anche gli arresti operati dalla squadra mobile nei giorni scorsi, di cui si parla nell’articolo accanto, coinvolgono persone senza permesso di soggiorno. (j.d.p.)

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