Le opposizioni: «Class action e dimissioni»
M5s e Alleanza Civica chiedono chiarezza sull’iter e sulla convenzione di affidamento dei lavori
REGGIO EMILIA. Dal M5s lanciano l’ipotesi di una class action. Da Alleanza Civica chiedono invece le dimissioni di Magnani. Non si sono fatte attendere le reazioni delle opposizioni sugli sviluppi dell’inchiesta sul Park Vittoria, sul quale in passato M5s e Lista Magenta avevano presentato più di un esposto, portando spesso il caso in Sala Tricolore.
«Da quanto sono indagati il dirigente comunale Massimo Magnani e l'imprenditore Lodetti? – si chiedono Ivan Cantamessi, capogruppo M5s in consiglio, e la parlamentare Maria Edera Spadoni - Il sindaco Vecchi da quanto tempo sa che il dirigente era indagato? Se il cantiere verrà sequestrato tutti i responsabili che hanno voluto quest’opera approvando gli atti dovranno pagarne le conseguenze: da chi ha eseguito l'opera, al dirigente responsabile dei lavori fino ai consiglieri che votarono a favore l'esecuzione nel 2013. Valuteremo assieme ai comitati dei cittadini eventuali azioni legali per la richiesta di risarcimento collettivo (class action)».
Sugli sviluppi dell’inchiesta tornano anche i consiglieri di Alleanza civica Cesare Bellentani (Lista magenta) e Cinzia Rubertelli (Grande Reggio-Progetto Reggio), ricordando che la «convenzione a suo tempo stipulata fra il Comune di Reggio Emilia e la società Reggio Emilia Parcheggi prevede, fra l’altro, che in caso di cessazione dei lavori, anche nella fattispecie di dissesto finanziario della società di progetto, il Comune di Reggio Emilia sia tenuto a pagare sino all’ultimo centesimo i costi affrontati dalla società di progetto medesima sino a quel momento». Secondo i due consiglieri di opposizione, il rischio è che si verifichi un nuovo caso En.Cor: «Chiediamo risposte chiare circa i rischi che incombono sulla nostra città, e che il Comune di Reggio Emilia chiarisca senza indugio ogni aspetto – aggiungono – la situazione economica e patrimoniale della società Reggio Emilia Parcheggi e i costi che quest’ultima ha sostenuto sinora e che il comune rischia di doversi accollare. Chiediamo infine che il responsabile unico del Progetto si assuma la responsabilità di quanto sta succedendo, traendone le conseguenze e agendo in coerenza».
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