Muore in moto, lo ritrovano dopo ore
Giovanni Cassinadri, 45 anni, è rimasto vittima di un incidente nel Mantovano nella notte tra venerdì e ieri
QUATTRO CASTELLA. È morto mentre stava tornando a casa, in sella alla sua moto Yamaha 600, dopo avere trascorso la serata a festeggiare il compleanno di un ex compagno di classe a Curtatone, nel Mantovano. È la tragica sorte toccata a Giovanni Cassinadri, 45 anni, un impiego alla Martini Spurgo di Viadana, il quale, intorno a mezzanotte tra venerdì e sabato, dopo avere salutato gli amici - uno dei quali è marito di Stefania Bellesia, vice sindaco di Commessaggio - si era messo in viaggio per la sua abitazione di via Papa Giovanni XXIII, 42/1 a Montecavolo dove viveva con la moglie Barbara e il figlio Denis, di 14 anni, che frequenta le scuole medie a Quattro Castella.
Cassinadri ha imboccato una curva rattoppata giusto qualche mese fa sulla provinciale numero 59 tra Viadana e Gazzuolo, sempre nel Mantovano. L'uomo ha perso il controllo della motocicletta, finendo in un campo di barbabietole. È una via buia la provinciale 59 Viadanese: gli amici di Cassinadri sono passati di lì un’ora dopo l’incidente e non l’hanno visto. Ad accorgersi dell’accaduto è stato un passante, ma soltanto ieri mattina. Tra il momento dell’incidente e l’arrivo dei soccorsi sono trascorse almeno cinque ore. Per lui, non c’è stato nulla da fare.
La morte di Cassinadri ha gettato nella disperazione famigliari e amici. Tante persone ieri hanno raggiunto l'abitazione di via Papa Giovanni per manifestare le proprie condoglianze alla moglie Barbara, che lavora alla Metasystem di Reggio, e Denis. «Siamo in preda alla disperazione» sono le sue parole. «Abbiamo saputo della tragedia ieri mattina alle 8 - aggiunge Victor Cattini, zio di Cassinadri - Vorrei capire che cos'è successo, che cos'ha impedito a mio nipote di ritornare a casa. Oltretutto, Barbara ha perso suo padre da poco e questo è un ulteriore duro, durissimo colpo».
Cassinadri era molto conosciuto per il suo impegno nel mondo del volontariato. «Quando qualcuno aveva bisogno di lui, Giovanni c’era sempre – dice Debora, sorella di Barbara, che abita nell’appartamento accanto a quello in cui viveva il 45enne – Era appassionatissimo di moto».
A ricordare con un affetto struggente Cassinadri è l’amico e titolare Roberto Martini dell’omonima ditta, la Martini Spurgo, per cui lavorava. Ieri mattina attendeva Giovanni al lavoro, purtroppo invano.
«Giovanni era mio amico da quando eravamo giovanissimi – racconta Martini – io sono di Mezzano, lui era originario di Coenzo, in provincia di Parma. E abbiamo condiviso tanti momenti belli insieme. Lavorava da noi da otto mesi dopo essere stato un dipendente Transcoop. Ieri mattina avrebbe dovuto venire a lavorare: non vedendolo ho provato a mandargli dei messaggi. Intorno alle 9 abbiamo ricevuto la peggiore delle telefonate dalla moglie Barbara che ci ha raccontato la terribile disgrazia e ha pronunciato quella frase che nessuno avrebbe mai voluto sentire: “Giovanni non verrà a lavorare perché è morto”. Ho perso l’amico di una vita: una persona leale e il mio dolore è veramente indescrivibile».
Ieri pomeriggio la famiglia ha ottenuto il nulla osta per il funerale che potrebbe svolgersi durante la giornata di martedì. All’ultimo saluto a Giovanni Cassinadri sono attese numerose persone, provenienti sia da tre diverse province: Mantova, Reggio e Parma, dove il 45enne era conosciuto e stimato da tutti.
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