«Pericolo crolli al Park Vittoria? Solo allarmismi»
Comune e Reggio Parcheggi sugli sviluppi dell’inchiesta: «Tutto in regola, massima fiducia della magistratura»
REGGIO EMILIA. Fiducia nella magistratura. E nessun rischio crolli. Così dal Comune e da Reggio Emilia Parcheggi commentano gli sviluppi dell’inchiesta della Procura sul Park Vittoria, al centro di un blitz in cantiere condotto venerdì dal Corpo forestale dello Stato. Sotto inchiesta – per pericolo di crollo – sono finiti l’architetto Massimo Magnani (dirigente dell’area Pianificazione Strategica e responsabile unico del progetto per il Comune) e Filippo Lodetti, ad di Reggio Emilia Parcheggi, la società che sta ultimando la costruzione del parcheggio interrato da 247 posti.
Un’ennesima bufera sul cantiere più contestato della città, a pochi giorni dal termine previsto per la fine dei lavori dei box, il 30 giugno. Dal Comune e da Reggio Parcheggi si dicono fiduciosi sull’esito dell’inchiesta, convinti che il lavoro della magistratura dissiperà ogni dubbio sulla stabilità dell’opera.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13721010:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/06/25/news/park-vittoria-rischio-crolli-indagati-lodetti-e-magnani-1.13721010]]
«Non c’è nessun rischio crollo. Lo escludo. E non so da dove abbia potuto prendere corpo questa ipotesi – afferma Lodetti – Ribadisco massima fiducia nella magistratura, sperando che l’inchiesta possa concludersi presto. Ma non si può non rilevare un certo tempismo rispetto al termine dei lavori e una forma di spettacolarizzazione con cui è stato reso noto il sopralluogo».
Il numero uno di Reggio Parcheggi fa sapere di non aver ricevuto avvisi di garanzia e di non esser mai stato interrogato. E che quello di venerdì non è stato il primo sopralluogo della Forestale: «Devo notare l’abitudine tutta italiana di ricevere avvisi a mezzo stampa».
Nel blitz, il consulente della procura ha effettuato un controllo con un dispositivo (piezometro) per capire quali possano essere le conseguenze della falda intercettata dagli scavi a cinque metri. «È stato stilato un verbale dove sono descritte solo le operazioni poste in essere dal perito – aggiunge Lodetti – Non si è mai parlato di sequestro. E questo mi sembra allarmismo. Abbiamo inserito piezometri per rilevare i livelli delle acque sotterranee già nella prima campagna geognostica del 2011, aumentandoli nel 2014 ad inizio dei lavori. Non hanno mai dato valori fuori norma o discordanti rispetto ai rilevamenti Arpa sugli altri piezometri. I livelli di falda sono sempre stati aderenti a quelli che avrebbero dovuto essere in accordo con le condizioni meteo».
Secondo Lodetti, sotto il cantiere non ci sarebbe più nessuna pompa: «Sono state dismesse il 18 maggio, come comunicato a Iren e al Comune». Proprio dal Comune hanno diffuso una nota per far sapere che l’amministrazione attende gli esiti delle indagini «con la massima fiducia», giudicandole «utili a rimuovere qualsiasi ombra di dubbio».
Massima fiducia anche «alla dirigenza e ai tecnici che hanno lavorato al progetto». Durante le indagini sono stati acquisiti documenti. E nella nota si sottolinea che l’amministrazione e Reggio Emilia Parcheggi «hanno da subito collaborato, fornendo la totalità della documentazione a disposizione».
Nel merito dell’inchiesta, infine, si spiega che «in fase di progettazione, sono state eseguite e implementate analisi e indagini tecniche volte a verificare la sicurezza e la compatibilità dell’opera rispetto al contesto in cui è stata collocata», aggiungendo che in corso d’opera «ci si è avvalsi di sofisticati e puntuali sistemi di monitoraggio e verifica, per tenere costantemente sotto controllo l’opera, la sua esecuzione e la sicurezza degli edifici circostanti»: «L’amministrazione ha nominato un collaudatore che ha rassegnato il primo documento, non evidenziando alcun rischio sotto il profilo della sicurezza per le strutture del parcheggio, gli edifici circostanti e l'ambiente».
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