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Una folla per Paola «Ha combattuto con il suo sorriso»

Una folla per Paola «Ha combattuto con il suo sorriso»

Guastalla: chiesa gremita per i funerali della 51enne Don Nicelli tra le lacrime: «Da lei abbiamo imparato tanto»

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GUASTALLA. Straziante addio, ieri mattina, nella Basilica di Pieve gremita di gente, per i funerali di Paola Moretti, la 51enne, madre di tre ragazzi, stroncata da una grave malattia.

Due paesi in lutto, Suzzara che le ha dato i natali e Guastalla dove ha creato una famiglia e si è circondata di tanti amici. A celebrare la messa diversi sacerdoti e il diacono, ma il compito più duro è toccato a monsignor Alberto Nicelli, parroco di Guastalla, a cui Paola, prima di abbandonare la vita terrena, ha lasciato il suo testamento spirituale. A fatica, e con la voce rotta dalla commozione, il parroco è riuscito a concludere l’omelia mentre i presenti, dai giovani ai meno giovani, non hanno saputo trattenere le lacrime. «Adempio un dovere – ha esordito monsignor Nicelli – ma umanamente ne avrei fatto volentieri a meno. Nonostante durante gli incontri avuti con lei in ospedale e in altre occasioni, io tentassi in tutti i modi di sviare l’argomento, lei tornava sempre lì, tornava alla messa. Io facevo finta di non capire di quale messa parlasse. Alla fine, capendo che ero in imbarazzo, mi ha detto chiaramente: “Parlo della messa del mio funerale e vorrei che tu dicessi delle cose che aiutino le persone che sono presenti a vivere la mia morte come un fatto che capita a chi è vivo, ma soprattutto come la morte di un credente”. Ma io glielo avevo detto – ha continuato don Nicelli tra le lacrime – “Guarda che non sono un gran colosso. Nonostante la stazza non sono uno che parla di queste cose con facilità”. A me, prete da 30 anni, gli incontri avuti con Paola hanno dato molto di più delle tante lezioni di teologia a cui ho partecipato». Ricordando Paola, come mamma e donna di fede, monsignor Alberto Nicelli, sempre con un gran nodo in gola, ha aggiunto: «Paola ha combattuto contro la sua malattia in tutti i modi, senza venire mai meno alla sua voglia di vivere, al suo sdrammatizzare tutto, alla sua ironia anche nei confronti della morte. Anche in questo momento di particolare sofferenza, soprattutto per la famiglia e per i tanti amici che l’hanno conosciuta, posso dire che Paola ha combattuto con il sorriso. Era ottimista nonostante tutto. La bellezza di questa famiglia è la dimostrazione di ciò che Paola ha seminato nella sua vita. Non so se sono riuscito a comunicarvi quello che Paola voleva che vi dicessi. Nonostante la commozione di questo momento vorrei però ognuno di noi ringraziasse il Signore per questo bel dono. Non ricordiamola nei momenti più difficili della malattia ma portiamola nel cuore per la gioia che manifestava in vita».

Rivolgendosi al marito Sergio e ai figli Annalisa, Martina e Matteo, monsignor Nicelli ha concluso: «Sono certo che i segni della presenza di Paola li vedrete nella concretezza della vita di tutti i giorni. La vostra moglie e mamma sarà il vostro angelo custode». Poi l’ultimo viaggio verso il cimitero di Guastalla. (m.p.)

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