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Anziano disperso sul crinale Al telefono: «Non ce la faccio più»

di Ambra Prati
Anziano disperso sul crinale Al telefono: «Non ce la faccio più»

Ventasso: il 70enne ha lanciato l’allarme sabato alle 21.30. Non riusciva più a trovare la strada Trenta uomini tra soccorso alpino, pompieri, unità cinofile ed elicotteri in azione ma senza esito

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VENTASSO. «Sono stanco, assetato, non ce la faccio più. Forse ho trovato un sentiero, provo a seguirlo». É stata questa l’ultima, disperata chiamata di Dante Bonezzi, 70enne di Reggio Emilia, alla moglie in vacanza mentre da sabato sera si trova disperso nei boschi del passo del Cerreto, dopo aver perso l’orientamento durante una passeggiata per godersi il tramonto.

L’allarme è stato lanciato alle 21.30 con il cellulare dallo stesso pensionato.

Dall’altra parte del filo ha risposto il 112 toscano, al quale l’anziano è parso in stato confusionale. In una seconda telefonata, alle 6 di ieri, di nuovo al 112, l’anziano ha ribadito: «Non so dove mi trovo, mi pare di aver individuato una strada, provo a raggiungerla». La terza telefonata, stavolta sconfortata e disperata per le ore trascorse senza una soluzione, alle 11 di ieri, il 70enne l’ha fatta alla moglie che si trovava in vacanza ma sta rientrando in tutta fretta.

Ad allarme scattato, sabato sera, visto che il buio era già calato, i tecnici del Saer (Soccorso alpino Emilia Romagna) hanno cominciato ad allestire il campo base verso mezzanotte e ad organizzare il piano di ricerca nell’area individuata – un cerchio sulla cartina di circa 25 chilometri sul crinale toscano – per essere pronti ad entrare in azione alle prime luci dell’alba. Coinvolti tutti gli esperti del soccorso montano: sono state attivate le squadre di terra del Saer Monte Cusna, così come i colleghi di Massa Carrara; ben quattro le squadre dei vigili del fuoco, da Castelnovo Monti e da Reggio. L’elicottero “Drago” dei vigili del fuoco, che in mattinata ha sorvolato la zona per un’ora, ha dovuto rientrare per le condizioni atmosferiche, riprendendo il sorvolo al pomeriggio insieme all’elicottero della polizia di Stato. Infine, in azione ci sono sette unità cinofile. In totale, tra tecnici reggiani e toscani, si sono impegnati nel soccorso oltre trenta uomini.

Ma, nonostante il dispiegamento di forze e mezzi, le ricerche si sono subito presentate ardue. Il pensionato faceva telefonate brevi e poi spegneva il cellulare, per timore di esaurire la batteria. Ma proprio questo comportamento ha fatto fallire i tentativi di agganciare il telefonino tramite le celle telefoniche dei ripetitori, quindi nessun aiuto è potuto arrivare dalla tecnologia, che ha solo indicato come il disperso fosse in continuo movimento. altro comportamento da non adottare, in una circostanza simile.

L’unica certezza che, fin da subito, hanno avuto i soccorritori è che il disperso si trova nel versante toscano: ma si tratta di un’area vasta, molto impervia, piena di faggeti, con sterpaglie e una fitta vegetazione che copre la visuale dall’alto nonché dirupi pericolosi. In assenza di punti di riferimento, è come cercare un ago in un pagliaio.

«Abbiamo proseguito la bonifica della zona fino al calar del sole, ma di notte non possiamo operare, pena l’incolumità degli uomini – ha dichiarato ieri sera il caposquadra del Saer Monte Cusna – Stiamo valutando se utilizzare un elicottero dell’Aeronautica militare dotato di visore notturno, per poi riprendere le battute con le prime luci del giorno». Ma è ovvio che il tempo stringe e più passano le ore più la vita del 70enne è in pericolo.

Tra l’altro, il pensionato non sarebbe nuovo a episodi del genere. Si era perso già altre due volte: l’ultima nell’ottobre scorso, quando riuscì a ritrovare la strada da solo, raggiungendo la sua auto. Stavolta, più passano le ore più la preoccupazione sale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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