Gazzetta di Reggio

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Cantieri a ripetizione, il centro storico di Reggio è un labirinto

di Leonardo Grilli
Cantieri a ripetizione, il centro storico di Reggio è un labirinto

In questi giorni la circolazione è stata modificata in modo radicale. Ma le indicazioni sono incomprensibili, districarsi tra via Sessi a via Secchi è un inferno

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REGGIO EMILIA. Macchine che ripercorrono decine di volte lo stesso tragitto, automobilisti disperati, persone che tentano di raggiungere senza successo un punto specifico della città, sguardi attoniti e perplessi rivolti a una criptica segnaletica stradale.

Se un moderno Teseo si trovasse in questi giorni a dovere circolare in centro storico sicuramente rimpiangerebbe il labirinto di Cnosso. Lì almeno aveva la sua Arianna ad aiutarlo mentre qui, da via Secchi a via Sessi, l'unica cosa su cui fare affidamento è l'intuito e il proprio senso di orientamento.

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A causa dei numerosi lavori in corso che in questi giorni si stanno svolgendo in quella zona di Reggio Emilia, infatti, molte strade sono state chiuse, altre sono percorribili solo in parte, altre ancora hanno cambiato senso di marcia. E fin qui nulla di strano se non fosse che tutto questo concentrarsi di deviazioni ha creato non pochi problemi agli automobilisti che devono passare attraverso il nuovo reticolo di vie e vicoli.

Una segnaletica bizzarra e maldestramente collocata, infatti, ha generato confusione e incertezze nei tanti malcapitati che sono dovuti passare di là. Il tratto centrale di via Secchi è bloccato da una transenna, via Nacchi è diventata una strada chiusa e l'unico modo per uscirne è attraversare il parcheggio, via Andreoli non è accessibile e via San Nicolò non sbuca più su via Emilia San Pietro a causa di scavi che restringono la carreggiata.

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Un labirinto appunto, soprattutto per chi arriva da via Dante Alighieri. Qui all'incrocio con via Roma un grosso cartello giallo si erge a mitologico gomitolo rosso e spiega ai guidatori i percorsi da seguire per raggiungere i diversi punti di interesse seguendo dei tragitti che normalmente non sarebbero percorribili.

Tutto regolare insomma, se non fosse che il resto della segnaletica non è stato modificato e impone quindi delle deviazioni in palese contraddizione con quanto letto prima. Per capire quanto fosse intricata la situazione ci siamo buttati a capofitto in questo involontario gioco dell'oca.

 

Percorso uno: via Secchi. La prima possibilità è quella che ci permette di raggiungere il tratto iniziale di via Secchi, quello più vicino a piazza Martiri del 7 luglio. La strada è interrotta esattamente al centro da una transenna e quindi secondo il famoso cartello giallo di via Dante dovremmo passare per via Roma, girare a sinistra per via Bellaria e poi ancora a sinistra per via Nobili, tirando dritto fino all'incrocio con la nostra agognata destinazione.

Per poter compiere questa operazione però siamo costretti a ignorare il cartello che in via Nobili davanti a Parco del Popolo ci obbliga a svoltare a destra e tornare su viale Isonzo. Peccato però che sul posto non sia assolutamente indicato e quindi molti, vista anche la vicinanza delle pattuglie delle forze dell'ordine per l'operazione "tolleranza zero" e per paura di prendere delle multe, tornano ad immettersi sulla circonvallazione e sono costretti a ricominciare il giro da capo.

Un secondo problema è poi all'incrocio con vicolo Clemente dove il cartello del senso unico che porta in via Filippo Re cozza con l'indicazione, appesa a una transenna maldestramente dimenticata su un muro, che impone di tirare dritto.

Percorso due: via Nacchi. La seconda opzione serve per chi deve raggiungere via Nacchi, tirando dritto per via Secchi direttamente da via Dante. Lo sbocco di via Nacchi su via Sessi però è chiuso e quindi di fatto si trasforma in una strada senza uscita.

L'unico modo per uscire è prendere il ticket del parcheggio, entrarci e uscire subito dopo su via Secchi per ripercorrere la parte finale del percorso numero uno tornando indietro su via Roma. Un gioco dell'oca che si ripete sempre uguale a se stesso.

Percorso numero tre: San Francesco. La parte più cervellotica però è quella che attraversa via Sessi. La strada normalmente è a senso unico e per uscirci si doveva passare per via Andreoli o via San Nicolò, immettendosi infine su via Emilia San Pietro.

Entrambi gli sbocchi però ora sono chiusi e via Sessi è diventata a doppio senso di circolazione. Ma il cartello che dovrebbe informare gli automobilisti è appoggiato a un palazzo e quasi nessuno lo vede, o lo capisce. Per di più il divieto di accesso a via Sessi all'altezza del ristorante "Lo Scoiattolo" non è stato coperto.

Con il risultato che solo una volta giunti in quel punto, si è scoperto che via San Nicolò è chiusa grazie a un divieto di sosta piazzato in mezzo alla strada e si è costretti a tornare sui propri passi... a marcia indietro. Solo con la forza della disperazione alla fine scegli il percorso giusto, beccandosi inevitabilmente gli insulti di chi pensa che stai andando contromano.

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