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«La Regione ora deve intervenire»

«La Regione ora deve intervenire»

Il sindaco: «I cartelli proibiscono la balneazione, ma dobbiamo fare di più»

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CANOSSA. «Dopo la morte della giovane Andrea Begliardi avevo già iniziato a muovermi, contattando gli altri sindaci dei Comuni che si affacciano sull’Enza e dando disposizioni alla polizia municipale, ma dopo quanto accaduto ieri bisogna accelerare il tutto».

Non ha dubbi Luca Bolondi, primo cittadino di Canossa: dopo quanto accaduto venerdì e dopo ieri occorre prendere provvedimenti per evitare altre tragedie. «Fa piacere a tutti che il fiume sia vissuto – spiega il sindaco – ma nessuno deve dimenticare di usare la testa e il buon senso. Basta che un sasso sul fondale si muova per creare, dall’oggi al domani, punti estremamente pericolosi». Tanto più che l’Enza non sarebbe nemmeno balneabile.

«Nel torrente non si può fare il bagno per motivi igenico-sanitari – conferma il sindaco di Canossa – ma tante persone ignorano i cartelli che qui e là spuntano sulla riva e decidono di immergersi lo stesso. Adesso vedremo, in collaborazione con gli altri Comuni, anche quelli della riva parmense, di aumentarne il numero».

«Dopo gli episodi accaduti – gli fa eco il vicecomandante Tito Fabiani della polizia municipale dell’Unione Val d’Enza, che ieri ha eseguito un sopralluogo sulle sponde del torrente – occorre far sapere alle persone che ci sono punti pericolosi. Metteremo dei cartelli per sottolineare che bisogna fare attenzione quando si entra in acqua». Ma non è tutto: «Oggi – assicura Bolondi – mi metterò in contatto con la Regione, dato che sua è la competenza territoriale sui bacini d’acqua, e chiederò di intervenire».

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