Aggiotaggio, nuovo processo ai due Burani
Chiusa l’udienza preliminare sul secondo filone giudiziario legato al crac. Due manager patteggiano
REGGIO EMILIA. Il dissolvimento del Gruppo Burani ha portato ieri – in tribunale a Milano – ad un’altra sterzata, stavolta nel secondo filone giudiziario: il giudice Elisabetta Meyer ha infatti chiuso la sofferta udienza preliminare (durata alcuni mesi, con tanto di ritorno ad un certo punto degli atti in procura ) optando per quattro rinvii a giudizio ed avallando due patteggiamenti.
E fra i quattro imputati attesi dal processo che inizierà in autunno vi sono i due Burani (il padre Walter e il figlio Giovanni) che sono accusati sia di aggiotaggio (per gli inquirenti erano i vertici operativi del Gruppo Burani e «ponevano in essere artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni emesse dalla Mariella Burani fashion group spa quotata alla Borsa di Milano») sia di bancarotta per il fallimento della Burani private holding spa. In quest’ultima imputazione il padre Walter viene inquadrato – dal procuratore Luigi Orsi e dal pm Mauro Clerici – come presidente pro tempore della società, mentre il figlio come amministratore. Una bancarotta che per la procura milanese coinvolge anche Giuseppe Gullo (consigliere e direttore finanziario) e sullo stesso manager è puntato il dito per i crac della Burani designers holding (Bdh) e della Mariella Burani family holding spa (Mbfh).
Ieri Gullo – tramite l’avvocato difensore Giovanni Tarquini – ha patteggiato 1 anno e 10 mesi di reclusione (pena sospesa). Un altro patteggiamento per 1 anno e 4 mesi (pena sospesa) ha coinvolto Marc Tempestini come amministratore delegato della Bdh per circa due anni fra il 2007 e il 2009 (la società sarà dichiarata fallita l’11 febbraio 2010).
Relativamente agli altri rinvii a giudizio, riguardano un ulteriore componente della famiglia,(cioè Ettore Burani, nipote di Walter e cugino di Giovanni) che è accusato di bancarotta quale consigliere di amministrazione di Bdh (dal 16 giugno 2009 al fallimento), inoltre Stefano Setti dovrà affrontare il procedimento per bancarotta ma come consigliere della Mbfh (dal 31 luglio 2008 al 25 gennaio 2010).
Walter e Giovanni saranno nuovamente in aula fra una ventina di giorni per il processo d’appello – sempre a Milano – per l’accusa di bancarotta fraudolenta aggravata relativa al noto gruppo della moda (in primo grado padre e figlio sono stati condannati a 6 anni di reclusione). Il sostituto pg Maria Grazia Omboni concluderà la sua richiesta alla Corte d’appello di valutare se serva o meno una perizia «per risolvere i dubbi e i contrasti tra le relazioni della procura e quelle della difesa». Inoltre ha chiesto di respingere un'eccezione di legittimità costituzionale della difesa relativa al fatto che la Cassazione aveva trasferito da Milano a Reggio il procedimento fallimentare.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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