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cronaca

Blitz in golena, scatta il sequestro per mille pecore

Operazione interforze tra Luzzara, Guastalla e Brescello Animali al pascolo senza l’autorizzazione sanitaria


28 giugno 2016 di Elisa Pederzoli


GUASTALLA (REGGIO EMILIA).  Dopo l’allarme pecore lanciato nella Bassa, per la presenza di greggi con centinaia di capi al pascolo nelle aree golenali del Po - zone protette comprese - ieri è scattato un articolato blitz che ha visto al lavoro per l’intera giornata polizia municipale, uomini del Corpo forestale di Gualtieri e in supporto anche i vigili del fuoco. Un’operazione che nasce dal summit che si è tenuto tra sindaci dei Comuni rivieraschi per far fronte all’emergenza.

Il bilancio parla di circa un migliaio di animali sotto sequestro amministrativo.

Sono due le aree toccate dal blitz delle forze dell’ordine organizzate in un commando interforze per far fronte all’emergenza. Un primo imponentissimo gregge – circa 700 animali – è stato trovato nell’area golenale entro il territorio del Comune di Luzzara. Siamo in una zona di protezione speciale (Zps). Ma la questione non è questa. Quello che è emerso è che il proprietario del gregge non aveva fatto alcuna richiesta al sindaco per spostare il gruppo di animali: serve infatti l’autorizzazione sanitaria.

Gli animali sono stati quindi posti sotto sequestro amministrativo e trasferiti a Guastalla, presso un altro allevamento. Qui, per rifocillare gli animali sono intervenuti anche i vigili del fuoco della locale stazione che hanno dato una mano ad abbeverare le numerose pecore. Un altro blitz è scattato in zona Ghiarole di Brescello, sempre in area golenale. Anche qui è stato trovato un nutrito gregge composto all’incirca da 300 animali per i quali, ancora una volta, mancava l’autorizzazione sanitaria del commissario di Brescello.

Anche in questo caso, è scattato il sequestro amministrativo degli animali che dovranno essere trasferiti in un allevamento in Romagna.

Entrambi i greggi risultato essere di proprietà di Salvatore Tarantola, noto allevatore della zona attualmente detenuto perché divenute definitive condanne a suo carico.

Ulteriori accertamenti sono stati eseguiti anche nella sede del suo allevamento: qui sono tutt’ora in corso verifiche sugli incartamenti relativi a ciascun animale trovato - circa un centinaio - per accertare che tutti siano dotati di marchi auricolari che ne possano accertare la provenienza.

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