Con il “quizzone” gli studenti reggiani posano le penne
Conclusa ieri la terza prova ora resta da passare solo l’orale Domande “fattibili”, ragazzi preoccupati dalla Brexit inglese
REGGIO EMILIA. I maturandi hanno finalmente terminato tutti gli scritti e, posata per sempre la penna liceale, possono prepararsi per l'ultimo step: l'esame orale. Ieri infatti i ragazzi delle quinte classi di Reggio Emilia hanno affrontato la terza prova, una delle più temute per la varietà di argomenti e l'incognita delle domande.
A preparare la prova stavolta non è stato il ministero dell'Istruzione ma le singole commissioni che, insieme alla tipologia delle domande, hanno deciso quali materie inserire. La tipologia è stata scelta in base alle simulazioni che i maturandi hanno affrontato nel triennio: ci sono stati quesiti a risposta libera, quesiti con risposta aperta oppure domande a risposta multipla, problemi a soluzione rapida o analisi di casi pratici e professionali.
Non solo quindi tematiche diverse da indirizzo a indirizzo ma anche da una sezione all'altra. «A noi hanno fatto quattro domande - racconta Samuele Introini, studente della sezione B del liceo classico Ariosto - di storia la genesi dell'antisemitismo fino all'età contemporanea, di inglese che hanno chiesto di parlare di Joyce, matematica il teorema dell'esistenza degli zeri e il teorema di Weierstrasse e i scienza il catabolismo e l'anabolismo». C’è allegria fuori dal complesso scolastico, molti hanno finito mezz’ora prima del termine e aspettano fuori dall’ingresso l’uscita degli ultimi compagni.
Sono quasi tutte ragazze, come le amiche di Samuele: «La cosa che ci ha messo più in difficoltà - spiega Rebecca Iotti- è stata sicuramente matematica. Non per la materia in sé ma non ci aspettavamo una domanda così specifica, su un argomento che nel programma abbiamo fatto in modo marginale. Tutti dicono che quest’anno è stato molto più complesso delle volte precedenti». Nonostante questo nessuna di loro sembra preoccupata dall’esito del “quizzone”. Nemmeno Eleonora Vologni, maturanda della sezione C: «Ho trovato l’esame fattibile - ci dice sorridente - durante l’anno abbiamo fatto molte simulazioni e ci eravamo preparati bene. Di Storia ci hanno chiesto il delitto Matteotti, di inglese i poeti di guerra confrontando chi era favorevole e chi no ai conflitti, poi fisica delle particelle e lo studio dell’atomo e infine per scienze della terra le placche tettoniche». Placche che sono capitate anche allo scientifico Spallanzani, nella sezione B: «Oltre alla subduzione della placche - racconta Sara Fontanesi - ci hanno chiesto le cause della Prima guerra mondiale e l’attentato di Sarajevo, in arte Matis e la sua corrente pittorica e in inglese una lettura di dieci righe sulla Brexit. Avevamo tre ore di tempo e ci siamo appellati alla clemenza della commissione vista la difficoltà della seconda prova».
Il Brexit presente del quesito di inglese ha colpito tutti i ragazzi che aspettato fuori dallo scientifico. «Le due ragioni dell’uscita della Gran Bretagna - spiega Filippo Tagliavini, scherzosamente chiamato “mister Spalla” - sono l’immigrazione e la crisi economica. Si è trattato di una scelta nazionalista, non si vogliono mischiare con gli altri Paesi, ed è un grande passo indietro. Dopo il liceo? Andrò alla Bocconi ho già passato i test, la finanza è la mia passione».
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