Il Banco di Alai tra le braccia di Emil Banca
Il Banco Cooperativo Emiliano verso una nuova aggregazione con la bcc che conta 46 filiali tra Bologna, Ferrara e Modena
REGGIO EMILIA. Il Banco Cooperativo Emiliano deve convolare presto a nozze e sull’altare è già pronta la bolognese Emil Banca, con la quale i reggiani potrebbero formare la più grande banca di credito cooperativo in regione.
Voci insistenti danno il dossier sul tavolo del presidente della banca reggiana, Giuseppe Alai, costretto a cercare partner come richiesto dalla riforma delle bcc e da Bankitalia, che ha subìto un’accelerazione nelle ultime settimane.
La strada delle aggregazioni è obbligatoria: le bcc sono troppo piccole e instabili, inserite poi in un contesto finanziario esposto ai venti di crisi sia interni che internazionali. Perciò, a due anni dalla fusione tra la Banca Reggiana e la bcc di Cavola e Sassuolo, il Banco Cooperativo Emiliano sta guardando verso est. Alcuni operatori dicono che l’operazione con Emil Banca andrebbe in porto già il prossimo autunno tramite un’apposita assemblea: ma sul punto non esistono conferme. Anzi, a dominare è la cautela, soprattutto da parte reggiana, mentre Bologna ne parla con maggior disinvoltura. Di certo c’è per ora lo studio propedeutico messo in piedi dalla federazione regionale delle bcc che sta valutando i possibili percorsi di aggregazione, che non dovranno snaturare la vocazione territoriale degli istituti. Principio che guida l’azione del presidente Alai e del board del Banco Emiliano, che ha da poco cambiato la carta intestata e le insegne dopo la diffida del Credito Emiliano, che ha portato all’aggiunta della parola “coopertivo” per evitare l’assonanza. Nel giro di pochi mesi potrebbe essere tutto da rifare, qualora il matrimonio diventi realtà.
A suffragare il progetto ci sono i numeri e le prospettive. Le banche di Reggio e Bologna si potrebbero integrare senza troppe difficoltà. Le sovrapposizioni territoriali sono poche e l’affinità industriale è alta. Banco Emiliano conta 42 filiali tra Reggio Emilia, Modena, Parma e Mantova, 18 mila soci, 39 milioni di capitale sociale e 300 dipendenti. La raccolta complessiva è di 1,8 miliardi e 1 miliardo di impieghi. A gravare sui rapporti di forza ci sono però due anni in forte perdita: 11,9 milioni nel 2015 e 14 milioni del 2014, causati dalle svalutazioni operate nel biennio. Una cura da cavallo che dovrebbe aver riportato in equilibrio i conti. Emil Banca opera invece tramite 46 filiali nelle province di Bologna, Ferrara e Modena. La base sociale è più folta con 24mila soci, capitale sociale per 58 milioni, raccolta per 2,8 miliardi di euro, impieghi per 1,6 miliardi di euro (+0,8%) e un utile di 2,1 milioni. Pesi diversi che verranno fatti valere qualora verrà avviata la due diligence, dossier fianle che ufficializzerebbe l’interesse reciproco al matrimonio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
