Mediopadana al collasso: salta lo sfalcio
Prima il divieto di sosta in 100 stalli per tagliare l’erba, poi il dietrofront per evitare il caos. Ma non basta: nuove proteste
REGGIO EMILIA. L’erba cresce alta attorno alla Mediopadana. Una semplice operazione di sfalcio era stata perciò programmata nella giornata di ieri: 16 ore senza 100 stalli circa, sui quali erano apparsi nei giorni scorsi i cartelli con il divieto di sosta. Poi, però, i tecnici del comune hanno desistito. Il parcheggio, infatti, è al collasso: troppi pochi stalli per un’affluenza di passeggeri crescente e che fatica - per non dire peggio - quando si tratta di trovare un pertugio sicuro sul quale lasciare la propria auto. Togliere via altre piazzole avrebbe portato probabilmente alla sollevazione popolare. Ieri, come tutti gli altri giorni, il parcheggio - pur senza divieti di sosta - era del tutto insufficiente: le auto erano parcheggiate lungo il lato nord, verso la vigna, proprio dove i giardinieri avrebbero dovuto tagliare l’erba alta, molte sulla terra e fuori dagli spazi, addirittura sopra i marciapiedi.
La dose di buon senso utilizzata dal comune non basta però per spegnere gli animi anche di chi subisce indirettamente il parcheggio selvaggio. «Ci usano come parcheggio pubblico, non si può lavorare così: siamo un pompa di benzina» racconta dalla stazione di servizio Tamoil di via Gramsci Alessandro Brevini. L’impianto paga dazio perché situato appena dopo la rotonda che porta alla stazione dell’alta velocità, dove le operazioni di parcheggio formano un collo di bottiglia votato all’estrema lentezza. «Questa Bwm è parcheggiata qui da quattro giorni» spiega Sandro, collega di Brevini, mentre servi i clienti della pompa di benzia nella campeggia un grande cartello con scritto “divieto di sosta”. Sull’auto parcheggiata impropriamente all’interno della stazione di servizio i benzinai hanno attaccato un biglietto con scritto “complimenti, sei stato selezionato per il concorso parcheggio intelligente”. «Ci ridiamo su ma mica tanto - racconta Sandro - La nostra è una situazione paradossale: purtroppo siamo diventati lo sfogo naturale dei passeggeri della Mediopadana che non riescono a trovare un parcheggio davanti alla stazione. Ci troviamo auto ovunque, noi e i nostri vicini. L’azienda qui a lato ha messo altri cartelli ma la gente che viene da fuori se ne frega. Devono prendere il treno e per non perderlo mettono l’auto dove capita. Anche la pizzeria Jolly, il bar e la banca hanno il parcheggio occupato non dai loro clienti ma dai passeggeri. E per giorni e giorni». La questione è semplice per le bariste del Bulli e Pupe: «Parcheggiano qui anche perché andare più distante diventa faticoso se poi devi spingere una valigia fino alla Mediopadana». Un deficit di parcheggi ormai strutturale, che stride invece con l’attenzione posta dall’amministrazione in centro città, dove è stato costruito il park Vittoria, un multipiano che non ancora andato a ruba.
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