Fa discutere la lettera fantasma «Una bozza circolata per errore»
CASINA. Una “lettera fantasma”, firmata da persone che in realtà non ne conoscevano neppure l'esistenza, ha tenuto banco nei giorni che hanno preceduto il ballottaggio tra Gian Franco Rinaldi e...
CASINA. Una “lettera fantasma”, firmata da persone che in realtà non ne conoscevano neppure l'esistenza, ha tenuto banco nei giorni che hanno preceduto il ballottaggio tra Gian Franco Rinaldi e Stefano Costi. Nel paese è girata una lettera scritta da alcuni esponenti della sinistra locale: un invito a sostenere Rinaldi e non Costi, candidato sostenuto da parte del centro-destra. In fondo alla missiva, le firme – scritte al computer, come il resto del testo – di tanti protagonisti degli ultimi anni della vita politica locale. Ma diversi dei firmatari non sapevano nulla della lettera, né dell'inserimento del proprio nome. La lettera non è stata distribuita in forma cartacea, ma diverse copie hanno comunque circolato e, fotografate e fatte girare sui cellulari, sono arrivate a un discreto numero di cittadini.
A uno dei “firmatari”, l’assessore uscente non ricandidato Albert Ferrari, la vicenda non è proprio andata giù: «Mi dissocio dalla lettera e dai suoi contenuti. Non sapevo nulla di questa idea. Nei giorni prima del voto un candidato di Costi mi ha detto qualcosa al riguardo e io non capivo. Nei giorni seguenti alle elezioni diverse persone mi hanno attaccato per i contenuti del testo, e a quel punto ho voluto andarci in fondo. E sono riuscito a vedere la lettera. Mi dissocio pubblicamente da quel testo, dai toni come dai contenuti. E mi dispiace moltissimo che qualcuno abbia inserito il nome mio e di altre persone senza interpellarle minimamente», continua Ferrari. «Quei toni non sono nel mio stile, ma a parte quello non accetto che qualcuno firmi una lettera col mio nome senza avvisarmi. Anche se poi la lettera non è stata inviata, ha comunque girato parecchio, e la cosa mi disturba», ribadisce l'ex assessore. «Ho già chiamato Costi e i suoi candidati per precisare che io non c'entro nulla».
E l'origine della missiva? «Non è stata un'idea del Pd, ma di qualche persona che sosteneva Rinaldi, che ha agito singolarmente». Il testo definiva la formazione di Costi come «sponsorizzata apertamente da Forza Italia e le sue schegge, avrà occultamente anche il sostegno della Lega, dei post-fascisti e dei soliti malpancisti». I componenti della lista venivano descritti come privi di «esperienza amministrativa. Non hanno alcun progetto veramente credibile per Casina, se non quello di cavalcare qualche malcontento».
A spiegare l’accaduto è Danilo Predieri, che conferma di essere uno degli autori materiali della lettera. «L’idea del volantino è nata da un gruppo di persone storicamente di sinistra, nell’intento di sostenere la lista di Rinaldi attraverso una sua diffusione esclusivamente tra le persone politicamente collocate a sinistra, per farle riflettere sull’importanza politica del voto che dovevano andare ad esprimere. Il volantino circolato era assolutamente ufficioso e in forma di bozza: il testo era stato condiviso da alcuni, poi era stato ipotizzato un elenco di potenziali sottoscrittori, ma mancava ancora la valutazione generale e il consenso di tutti. Alcuni di questi sottoscrittori che avevamo ipotizzato non erano stati ancora contattati, come Albert Ferrari ed Ettore Giovannini; altri erano stati sentiti telefonicamente, come Cesare Guidetti, e aspettavano la visione del testo. Altri ancora, come Sergio Guidetti, si erano dichiarati contrari alla sottoscrizione. Imprudentemente, due o tre copie sono state consegnate ad altrettante persone per raccogliere pareri ed eventuali sottoscrizioni. Da quel momento la “traccia” è diventata di dominio comune e un elenco ipotetico di nomi è diventato l’elenco degli estensori e sottoscrittori. Dunque si è trattato di un documento che non doveva uscire, ma che con le tecnologie digitali è diventato pubblico. Chiedo scusa a chi si è trovato coinvolto senza aver sottoscritto il documento, ma non doveva essere divulgato nella forma in cui poi qualcuno lo ha diffuso».
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