Tari più bassa grazie al baratto
Vezzano: i cittadini potranno offrire in cambio prestazioni socialmente utili
VEZZANO. Diventa operativo nel Comune di Vezzano sul Crostolo – uno dei primi in provincia ad attivarlo e soprattutto a normarlo - il baratto amministrativo.
A dare il via è stata l’approvazione del regolamento volto a disciplinarlo, da parte del consiglio comunale, facoltà prevista da una legge del 2014 che consente di deliberare criteri e condizioni per la riduzione o esenzione di tributi a favore di interventi di riqualificazione del territorio. La giunta di Vezzano ha quindi approvato l’avviso con la relativa modulistica volta a dare attuazione al regolamento stesso. Per Vezzano il baratto amministrativo sarà applicabile alla Tassa sui rifiuti (TARI) che potrà essere ridotta o esentata a favore del cittadino o associazione che offra all’ente comunale una prestazione di pubblica utilità. C'è tempo fino al 31 agosto perché i cittadini che rientrato tra quelli cui il baratto amministrativo è rivolto possano presentare le domande di ammissione e concordare con gli uffici il tipo di lavoro da svolgere.
«Questa misura rientra di diritto e di fatto tra le forme di assistenza e soprattutto rispecchia quella che è l’idea della nostra giunta rispetto al modello di welfare da adottare – ha dichiarato l'assessore al Welfare, Franco Stazzoni - aiuti mirati che si protraggono solo per il tempo necessario affinché chi li percepisce possa superare le difficoltà e legati ad un progetto di partecipazione attiva. Welfare partecipato e partecipativo, generativo di capacità umana e sociale».
L’avviso pubblicato prevede chiaramente alcune regole da rispettare sia in termini temporali che di comportamento, necessarie perché quando si concedono benefici pubblici e quindi erogati dalla collettività, è giusto che chi li riceve ponga ancor più attenzione e valorizzi ciò di cui beneficia. «I fondi a disposizione sono indubbiamente diminuiti, ma questo non vuole dire che necessariamente bisogna praticare dei tagli, cosa che nel nostro piccolo non abbiamo fatto - prosegue Stazzoni - bisogna semplicemente rivedere il sistema assistenziale, trasformandolo da costo a investimento, dove non ci si limita solo ad erogare risorse ma si investe per rigenerarle».
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