Reggio Emilia, l'esercitazione antiterrorismo dei vigili del fuoco
La simulazione annuale dei pompieri contro gli attacchi chimici e nucleari, sono 32 gli uomini addestrati e pronti a intervenire in caso di "bombe sporche"
REGGIO EMILIA. Tute isolate ermeticamente, strumenti per rivelare le radiazioni e le scorie chimiche, una zona rossa per delimitare l’area contaminata dall’attentato e docce per liberarsi dalla radioattività. Questa è la scena che si è svolta nella caserma dei vigili del fuoco in via della Canalina, dove i pompieri hanno praticato la loro esercitazione annuale contro gli attacchi terroristici con agenti contaminanti.
Dal nucleare al nervino fino ad arrivare alla classiche “bombe sporche” gli agenti in rosso sono pronti ad affrontare ogni situazione critica di questo tipo. Fra gli uomini presenti a Reggio sono 32 quelli addestrati per queste emergenze e pronti ad agire in siti cosìddetti “nbcr”: nucleare, batteriologico, chimico o radiologico.
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«Svolgiamo queste esercitazioni ogni anno - spiega Antonio Sgro, responsabile del nucleo nbcr - a partire dall’attentato alle Torri Gemelle. Non ci sono quindi allerte particolari in questo periodo ma noi dobbiamo sempre essere pronti e preparati ad agire». Quando si verifica un attentato che comporta una contaminazione, di qualunque tipo si tratti, allora intervengono i vigili del fuoco.
«La prima cosa da fare - prosegue Sgro mentre i suoi uomini cominciano la simulazione - e la zonizzazione: delimitare una zona rossa altamente pericolosa in cui possiamo entrare solo noi. Il primo obiettivo e trovare le vittime e in caso ci sia qualcuno ancora vivo trarlo in salvo. Per farlo si passa attraverso un corridoio di decontaminazione che porta a delle docce, usate per rimuovere ogni tipo di scoria. A quel punto lasciamo il ferito nelle mani dei soccorsi sanitari».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13752150:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/antiterrorismo-ecco-il-video-delle-esercitazioni-dei-vigili-del-fuoco/59212/59467]]
All’interno del nucleo ogni agente sa esattamente qual è il suo compito. Ogni tuta ha una protezione diversa e un colore che la distingue: «Quelle arancioni - continua il responsabile - offrono il livello di isolamento più alto e sono le uniche che possono entrare nella zona rossa. I vigili che le indossano maneggiano degli strumenti che indicano il livello di contaminazione dell’area e delle persone che eventualmente vi si trovano. Le tute grigie invece operano nella zona arancione, quella immediatamente attorno alla sede dell’attacco terroristico e hanno lo scopo di trasportare i feriti attraverso la decontaminazione. Infine le tute gialle che supportano il personale sanitario verificando il livello residuo di contaminazione».
Da quando è stato istituito questa squadra altamente specializzata a Reggio Emilia non è mai stato necessario intervenire per atti di terrorismo. Ma le competenze del nucleo sono servite per contaminazioni accidentali come sversamenti chimici nelle fabbriche o incidenti in autostrada.
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