Trans di Reggio assassinata a Firenze
“Kimberly” aveva una casa in città, con lei accoltellata anche una ragazza dominicana. Ora è caccia all’uomo
REGGIO EMILIA. Aveva una casa in via Fratelli Cervi 38 a Reggio Emilia Gilberto Manoel Da Silva, la transessuale brasiliana di 45 anni brutalmente uccisa a coltellate ieri mattina a Firenze insieme alla ventisettenne dominicana Mariela Yosefina Santos Cruz.
E sarebbe potuta morire anche una terza donna, anch’essa domenicana, se non avesse avuto la prontezza di lanciarsi dalla finestra dell'appartamento a due passi dalla stazione ferroviaria Santa Maria Novella per fuggire alla furia omicida del killer. Da Silva qui a Reggio era conosciuta come Kimberly. Qui aveva trovato un luogo accogliente e tranquillo dove poter vivere. Qui, ma non evidentemente a Firenze.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a compiere il delitto sarebbe stato Mirco Alessi, 42enne di Firenze attualmente in fuga. Separato, operaio in una concessionaria della zona, poco prima delle 7 di ieri sarebbe entrato nell’appartamento al primo piano del palazzo fiorentino di via Fiume. Come prima vittima ha scelto la trans, colpendola con un coltello da cucina. Subito dopo si è scagliato contro la ragazza domenicana, trovata poi in una pozza di sangue sulle scale del palazzo e morta poco dopo l’arrivo in ospedale.
Forse aveva cercato di sfuggire al suo carnefice ma ormai le ferite sul suo corpo erano troppo gravi per permetterle di salvarsi.
Mentre all’interno dell’appartamento si svolgeva la carneficina, la terza donna si è lanciata dalla finestra del primo piano. Dal marciapiede avrebbe poi cercato di contattare i militari, senza riuscirci, prendendo il cellulare a un passante che l’aveva soccorsa mentre era ancora a terra: un uomo straniero che in un primo momento non si sarebbe reso conto di quanto era appena successo. La donna si trova ora ricoverata in ospedale ma le sue condizioni non sembrano essere gravi.
Dopo avere compiuto l’omicidio Alessi è scappato dall’abitazione abbandonando il coltello usato per il duplice omicidio all’interno dell’appartamento e allontanandosi a bordo di una Citroen C1 di colore rosso. Prima tappa certa del suo tentativo di sfuggire alle forze dell’ordine la sua casa, dove vive da solo e dove si sarebbe cambiato per levarsi da dosso i vestiti sporchi di sangue, poi ritrovati dai militari.
Sempre durante la fuga Alessi avrebbe poi telefonato ai genitori per confessare: «Ho fatto una cazzata», ha detto secondo quanto riferito dagli stessi parenti ai carabinieri.
«Era gentile con tutti, una persona tranquilla e carina»: così una vicina di casa fiorentina ricorda Gilberto Manoel Da Silva. Secondo il racconto della donna, una giovane che abita nello stesso stabile, la 45enne si sarebbe prostituita nell’abitazione fiorentina dove abitava da anni: «Esercitava qui – racconta – ma non ha mai dato fastidio, io abito qui da otto anni con il mio ragazzo e lei c’è sempre stata, ma non sapevo se nella casa vivevano anche altre persone. Questa mattina io non ho sentito niente».
Ora è caccia all’uomo in tutta la Toscana per rintracciare il fuggitivo e presunto assassino Alessi. I carabinieri sono andati a controllare a Tirrenia, dove ha una casa, mentre la sua auto è stata segnalata durante il pomeriggio a Cecina, nel parcheggio dell’Acqua Village. I militari stanno cercando l’assassino a 360 gradi in particolare tra Firenze e Pisa, e nella zona dell'Empolese. Nel frattempo è scattata anche la psicosi nella popolazione. Un controllo dei carabinieri con un elicottero a bassa quota ha creato panico tra i cittadini di Fucecchio (Firenze) che per alcune ore hanno temuto che Mirco Alessi fosse fuggito nella zona.
Alcuni messaggi postati sui social avrebbero indotto addirittura alcune persone a barricarsi in casa. Fino a quando l’allarme è rientrato. Mentre la caccia continua.
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