Cgil, da Reggio Emilia 34mila firme contro il Jobs Act
Quasi il 9% degli aventi diritto al voto nella nostra provincia ha dato il proprio sostegno alla legge di iniziativa popolare presentata dal sindacato
REGGIO EMILIA. Quasi il 9% dei cittadini reggiani con diritto di voto ha aderito alla campagna lanciata dalla Cgil provinciale il 9 aprile scorso per presentare una legge di iniziativa popolare su nuovo statuto dei lavoratori, la cosiddetta "Carta dei diritti universali del lavoro", e tre referendum abrogativi in materia di lavoro. Ovvero, altrettanti tentativi per dissinescare alcuni effetti del Jobs Act.
Su una popolazione votante di circa 386.000 cittadini infatti, le firme raccolte dal sindacato in meno di tre mesi sono state 33.758 per la proposta di legge e 34.000 circa per i quesiti referendari. In particolare: 34.006 per l'abolizione dei voucher, 34.001 per il ripristino della responsabilità solidale negli appalti e 33.930 firme contro l' Articolo 18 sui licenziamenti illegittimi. I firmatari totali in Emilia-Romagna sono stati invece 213.000 per ognuno dei tre quesiti.
Gli iscritti al sindacato che hanno firmato sono invece stati 29.526 tra lavoratori e pensionati, pari al 26,9% del totale (111.198 iscritti) a fine 2015. I canali utilizzati per raggiungere la popolazione e a raccogliere le firme sono stati tre: banchetti in luoghi pubblici (piazze, mercati, mense, ospedali, supermercati) in cui si sono raccolte 11.120 firme; i luoghi di lavoro (15.890 firme); nei servizi e nelle le sedi sindacali (6.996).
Disaggregato per distretti il dato complessivo registra 14.842 firme a Reggio Emilia, a Correggio 3.903, a Guastalla 5.589, a Scandiano 4.634, a Sant'Ilario 3.779 e a Castelnuovo Monti 1.259.
Soddisfatti del risultato il segretario provinciale Cgil, Guido Mora, e i membri della segreteria Luca Marchesini, Ramona Campari e Vanna Gelosini: «Un dato, quello delle 34.000 firme raccolte, che testimonia la partecipazione e l'interesse dei cittadini verso i temi proposti: quello dell'abuso di dignità compiuto attraverso l'utilizzo incontrollato dei voucher; quello dell'ingiustizia prodotta dallo svuotamento dell'articolo 18 e quello relativo alla responsabilità solidale che il committente deve mantenere nei confronti dei lavoratori degli appalti e che chiediamo sia ripristinata.
Temi in definitiva su cui sono chiare l'inefficienza e l'inadeguatezza delle politiche messe in campo dal governo». Con «i referendum e con la legge di iniziativa popolare vogliamo, dal basso, impegnare e vincolare il parlamento ad affrontare nel merito queste questioni e rivendicarne un cambiamento radicale», aggiungono gli esponenti della Cgil.
Oggi, 1 luglio, è intanto l'ultimo giorno per la consegna delle firme certificate sui tre referendum, ma quelle reggiane sono già partite ieri per Bologna da dove saranno inviate a roma. Per la "Carta universale" invece ci sarà ancora tempo per firmare fino ai primi di settembre, anche se per presentare una legge di iniziativa popolare bastano 50.000 firme a livello nazionale, obiettivo già largamente superato.
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