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Maschio Gaspardo chiude: in 30 a rischio

di Enrico Lorenzo Tidona
Maschio Gaspardo chiude: in 30 a rischio

La fabbrica ex Unigreen sarà trasferita a Pordenone. Pronti degli incentivi per gli operai ma non c’è accordo coi sindacati

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REGGIO EMILIA. Il Gruppo Maschio Gaspardo è leader nella produzione di macchine per la lavorazione del terreno, semina, trattamento delle colture. A Reggio Emilia, nel 2012, ha trovato una piccola fabbrica in grado però di produrre atomizzatori di prima qualità a marchio Unigreen, che ha comprato nell’ambito di un piano di acquisizioni su larga scala. I macchinari utilizzati per fare trattamenti antiparassitari e concime, assemblati da 30 tra operai e tecnici esperti in via Giovanni Rinaldi, zona Roncocesi, saranno ora trasferiti con tutte le maestranze verso il più grande stabilimento di Morsano al Tagliamento (Pordenone), dove verrà creato un grande polo di produzione di macchine agricole. Un piano di rimodulazione della struttura produttiva che passa per il trasferimento delle attività finora svolte nello stabilimento di Reggio Emilia, nodo che ha preso in contropiede i lavoratori e i sindacati, con i quali non c’è ancora l’accordo. La Fiom Cgil ha effettuato ieri un’assemblea di fabbrica e oggi farà il punto per decidere la strada da seguire.

«Lo stabilimento di Morsano - comunica la casa madre - crescerà ulteriormente, grazie a questa nuova linea di macchine, diventando sempre più strategico per il gruppo». Lì lavorano già 340 addetti tra i 1.800 totali del gruppo, suddivisi in 15 stabilimenti produttivi, di cui 3 all'estero in Cina, India e Romania. La concentrazione porterà a una riduzione dei costi resa necessaria dall’eccessiva esposizione debitoria cresciuta in anni segnati da acquisizioni che ha portato il gruppo dai 118 milioni di euro di ricavi del 2009 ai 324 milioni del 2014. «A tutti gli addetti impegnati nello stabilimento di Reggio Emilia è stato proposto il trasferimento nella sede di Morsano al Tagliamento» sottolinea l’azienda che «si è impegnata a facilitare il passaggio dei lavoratori con una serie di misure di sostegno, onde favorire il mantenimento dei posti di lavoro». Difficile trasferire però in Friuli tutti i lavoratori reggiani: fattore al centro della trattativa che sarà avviata in queste ore.

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