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Presunte minacce, Grande Aracri assolto

Presunte minacce, Grande Aracri assolto

REGGIO EMILIA. È stato assolto in Appello con formula piena – perché il fatto non sussiste – il boss di Cutro Nicolino Grande Aracri, uscito indenne in secondo grado a Catanzaro per le presunte...

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REGGIO EMILIA. È stato assolto in Appello con formula piena – perché il fatto non sussiste – il boss di Cutro Nicolino Grande Aracri, uscito indenne in secondo grado a Catanzaro per le presunte estorsioni sul villaggio turistico di Porto Kaleo (Cutro). Si tratta di uno dei tanti processi che vedono implicati il boss dei boss della ’ndrangheta, che in Aemilia non è imputato per associazione a delinquere. La vicenda di Porto Kaleo era emersa nel 2013, quando l’imprenditore Giovanni Notarianni denunciò che Grande Aracri (all’epoca già detenuto) insieme ad altre cinque persone avrebbe preteso un milione e mezzo di euro, adducendo motivi inesistenti. A processo finì solo Grande Aracri, assistito dagli avvocati Gregorio Viscomi e Salvatore Staiano: il primo grado, con rito abbreviato, si era concluso con la derubricazione del reato da tentata estorsione (aggravata dal metodo mafioso) a minacce (sempre aggravate dal metodo mafioso) e la condanna a un anno e sei mesi per Nicolino. Ma in Appello l’accusa non ha retto e si è sgretolata in una assoluzione.

Nell’indagine “Kyterion”, gemella di Aemilia, larga parte delle intercettazioni e delle ricostruzioni degli inquirenti è dedicata al giro d’affari della cosca crotonese e alla loro longa manus sui villaggi turistici (come Capopiccolo, Praialonga o la Baia degli Dei), oggetto di «sistematiche estorsioni e/o infiltrazioni» e considerate dalla ’ndrangheta locale «una personale ed inesauribile fonte di guadagno». (am.p.)

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